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Da Luxor ad Assuan, la lenta navigazione sul Nilo tra templi e atmosfere locali

  • Immagine del redattore: Fabio
    Fabio
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 8 min

Aggiornamento: 1 giorno fa

Dopo la full immersion di Luxor che ci ha portato dal regno dei vivi nei templi di Luxor e Karnak a quello dei morti nella Valle dei Re e delle Regine, che vi ho raccontato nel precedente articolo: Luxor e dintorni: cosa vedere tra Karnak, Valle dei Re e templi millenari, inizia la navigazione verso Assuan lungo le acque del Nilo. Questa seconda parte della crociera sul Nilo è quella che, più di tutte, restituisce la sensazione di un viaggio lento e solenne, scandito dall’acqua del fiume e dai templi che compaiono all’improvviso lungo le sue rive. Da Luxor, la navigazione prosegue toccando alcuni dei luoghi più affascinanti dell’antico Egitto, da Edfu a Kom Ombo fino ad Assuan da dove avremo la possibilità di partire alla scoperta di Abu Simbel, il tempio salvato dall'innalzamento delle acque del Lago Nasser, prima del trasferimento finale al Cairo.


navigazione lungo il Nilo
navigazione lungo il Nilo

Già da sè la navigazione lungo il fiume è un'esperienza straordinaria: le motonavi scivolano lente lungo le acque calme del Nilo affiancate le une alle altre superandosi a vicenda come in una corsa senza competizione, ma con l'unico obbiettivo di raggiungere la meta finale di Assuan. Il paesaggio circostante che si ammira dal ponte superiore passa dal verde intenso della rigogliosa vegetazione fatta principalmente da palme da dattero al giallo oro delle montagne circostanti con la sabbia del deserto che in alcuni momenti arriva a gettarsi fino nelle acque del fiume.


Le tappe di questa seconda parte della navigazione sul Nilo da Luxor ad Assuan



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navigazione lungo il Nilo
navigazione lungo il Nilo

Dopo aver lasciato Luxor e aver navigato l'intero pomeriggio, attraversiamo la chiusa di Esna nella notte e la mattina seguente ci troviamo a Edfu pronti per sbarcare dalla nostra nave e andare alla scoperta del tempio dedicato al dio Horus. Il tempio di Edfu, dedicato al dio falco Horus, è uno dei meglio conservati dell’Egitto, è stato costruito tra il III e il I secolo a.C. in epoca tolemaica e sorge su un sito sacro già antico di millenni. L’accesso al tempio avviene attraverso un imponente pilone decorato con bassorilievi che raffigurano Horus in lotta contro Seth e scene rituali di offerte.


ingresso del Tempio di Edfu
ingresso del Tempio di Edfu

Una volta varcato l'enorme portale d'ingresso vi troverete all’interno, dove cortili e sale ipostile conducono al santuario, gli archi e le colonne sono decorati con iscrizioni dettagliate sui riti quotidiani e sulle festività legate alla divinità. All’interno del tempio di Edfu, proprio nel santuario si trova uno degli elementi più affascinanti della religione egizia: la barca sacra di Horus. Non si trattava di una semplice imbarcazione, ma di un oggetto cerimoniale che portava la statua del dio durante le festività, simboleggiando il suo viaggio tra cielo e terra e la sua vittoria su Seth. Realizzata in legno e decorata con motivi sacri, la barca veniva trasportata dai sacerdoti o collocata su una barca reale sul Nilo, permettendo al dio di “muoversi” tra i templi e tra il popolo. Osservarne le raffigurazioni sui bassorilievi è come vedere un rito millenario prendere vita davanti ai propri occhi, unendo sacro e quotidiano in un gesto carico di simbolismo e bellezza.


barca sacra di Horus nel tempio di Edfu
la barca sacra di Horus nel Tempio di Edfu

Rientrati sulla nave, dopo il pranzo la navigazione riprende fino a raggiungere Kom Ombo al calar della sera, regalandoci un meraviglioso tramonto lungo le acque del Nilo. Il tempio di Kom Ombo è poco distante dal punto di attracco delle navi ed è quindi raggiungibile a piedi in pochi minuti di cammino. Visitarlo con gli ultimi raggi di sole e poi con il buio illuminato dalle luci artificiali ha reso il luogo ancor più suggestivo. Kom Ombo è un tempio unico, dedicato a Sobek, il dio coccodrillo, e a Horus il Vecchio, riflettendo la duplice funzione religiosa con una struttura perfettamente simmetrica.


il viale delle sfingi al tempio di Luxor
tramonto sul Nilo verso Kom Ombo

Il tempio si distingue per la sua doppia sala ipostila e per i rilievi che raffigurano strumenti chirurgici, simboli di medicina e magie protettive. All’esterno, sculture di coccodrilli mummificati ricordano la venerazione per Sobek, mentre le iscrizioni raccontano miti, leggende e procedure rituali, facendo di Kom Ombo un luogo tanto spirituale quanto educativo.

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tempio di Kom Ombo
tempio di Kom Ombo

Il giorno successivo rappresenta uno dei momenti più attesi del viaggio, quello dove visiteremo Abu Simbel, il tempio che è stato spostato interamente per evitare che venisse sommerso dall'innalzamento delle acque del Lago Nasser dopo la costruzione della nuova diga. Arrivarci da Assuan è già un'avventura: sveglia alle 2,30 di notte, oltre 4 ore di pullman in mezzo al deserto per essere sul posto di buon mattino, ma questo è il prezzo da pagare per poter ammirare questa meraviglia. Qui quando il deserto diventa silenzio puro e il Lago Nasser appare all’improvviso come un mare irreale, incastonato nella sabbia, quattro colossi di pietra continuano a guardare l’orizzonte con lo stesso sguardo fiero di tremila anni fa.

Sono Ramses II, o meglio: l’idea di eternità che Ramses II aveva di sé.


il lago Nasser
il lago Nasser

Il Grande Tempio emerge dalla roccia come una dichiarazione di potere. Le statue sono gigantesche, sproporzionate rispetto all’uomo, e forse è proprio questo il punto: chi arrivava fin qui, dal sud, doveva capire subito chi comandava l’Egitto. Ramses non parla, non minaccia: esiste e questo basta. Entrando, il passaggio dalla luce accecante del deserto all’ombra del tempio è quasi fisico. Gli occhi si abituano lentamente, mentre le pareti raccontano battaglie, trionfi, divinità. È un tempio che celebra la guerra, sì, ma anche l’ordine cosmico, il rapporto tra uomo e dio, tra faraone e sole. Poi c’è il cuore del tempio, il santuario. Due volte l’anno, da più di tremila anni, il sole entra con precisione millimetrica e illumina le statue degli dèi e di Ramses stesso. Tutti ricevono la luce, tranne Ptah, il dio dell’oscurità. Anche qui, nulla è lasciato al caso. Abu Simbel non è solo pietra: è astronomia scolpita.


la facciata del tempio di Abu Simbel
la facciata del tempio di Abu Simbel

Accanto, quasi in punta di piedi, sorge il tempio dedicato a Nefertari. È più piccolo, più delicato, e forse per questo ancora più sorprendente. Le statue della regina sono alte quanto quelle del faraone: un gesto rivoluzionario per l’epoca. Qui Ramses non è solo sovrano, ma uomo che celebra l’amore, la bellezza, la dea Hathor. È un tempio che parla sottovoce, ma resta impresso.


tempio di Nefertari a Abu Simbel
tempio di Nefertari

E poi qui c’è la parte della storia che non ti aspetti.

Negli anni Sessanta, quando l’Egitto decise di costruire la Diga di Assuan, Abu Simbel era condannato. Il Lago Nasser lo avrebbe inghiottito lentamente, cancellandolo per sempre. Per la prima volta, non era il tempo il nemico, ma il progresso. Fu allora che accadde qualcosa di straordinario. Il mondo intero si fermò ad ascoltare. Con il coordinamento dell’UNESCO, Abu Simbel venne tagliato, smontato, numerato, come un gigantesco puzzle di pietra. Blocchi enormi furono sollevati, spostati, ricollocati più in alto, lontano dalle acque. Una collina artificiale prese il posto della montagna originale, e il tempio rinacque.


l'interno del tempio di Abu Simbel
l'interno del tempio di Abu Simbel

Non fu una copia. Fu una seconda possibilità. Oggi, mentre cammini davanti alle statue, sai che non sono più esattamente dove Ramses le aveva volute. Eppure sono ancora lì, guardano lo stesso sole, raccontano la stessa storia. Abu Simbel è sopravvissuto non solo ai secoli, ma anche all’uomo. E forse è proprio questo a renderlo così potente. Perché non è solo un sito archeologico. È la prova che la memoria, quando è condivisa, può essere salvata. Così, certi di aver vissuto e visto qualcosa di straordinario, riprendiamo il nostro pullman e ci accingiamo a ritornare alla nostra nave ad Assuan perchè la giornata non è ancora finita, mancano ancora due uscite: la gita in barca alle cateratte del Nilo e il mercato delle spezie e delle essenze di Assuan.


tempio di Abu Simbel, il santuario
tempio di Abu Simbel, il santuario

Da Assuan fino alla vecchia diga il Nilo non è più navigabile con le motonavi da crociera, per cui per visitarlo bisogna spostarsi su piccole imbarcazioni a motore. Il percorso del fiume diventa tortuoso, sul suo corso sorgono diversi isolotti in parte coperti da vegetazione in parte costituiti da enormi massi granitici levigati che rendono l'ambiente completamente diverso da quello vissuto durante la navigazione. Su una di queste isole sorge un villaggio nubiano che è la meta della prima escursione del pomeriggio: qui si entra in contatto diretto con la gente del posto che vive in maniera semplice lontana dalla città, nelle cui case abbiamo avuto la possibilità di assaggiare alcuni dolci locali con il famoso thé alla menta. E poi di conoscere il loro simpatico animale domestico, che anche tutti noi abbiamo a casa nostra: un piccolo coccodrillo!


navigazione tra le cateratte del Nilo
navigazione tra le cateratte del Nilo

L'ultima fatica di questa giornata infinita sono i colori e i profumi che la città di Assuan può regalare. Così stanchissimi ma curiosi risaliamo in pullman per raggiungere il mercato delle spezie e dei profumi. Si entra subito in contatto con la vita reale del posto, anche se durante queste uscite il turista è indirizzato verso locali e attività che non sono frequentate dalla gente del luogo, ma che ne rimangono comunque circondate. Le bancarelle e i locali delle spezie e dei profumi si accendono di colori e aromi. Cumino, coriandolo, curcuma e cardamomo formano piccole dune colorate, mentre sacchi di ibisco essiccato promettono tè rubino e sollievo dal caldo.


mercato delle spezie di Aswan
mercato delle spezie di Assuan

I profumieri mescolano essenze lente come rituali antichi: sandalo, ambra, muschio, loto. Ti invitano ad avvicinarti, a chiudere gli occhi, a scegliere non con la testa ma con la memoria. È un mercato che parla piano, senza fretta, dove ogni odore racconta una rotta del deserto, una casa nubiana, un viaggio sul Nilo. E quando te ne vai, hai la sensazione che Assuan ti abbia seguito, figurativamente nascosta in una scia di spezie sulla pelle, e realmente nei tanti sacchettini che dovrai infilare nella valigia per portare a casa gli aromi e i profumi di questa terra, per ricordarti che l'Egitto non è solo un viaggio nella storia ma anche un viaggio sensoriale.


Mercato delle spezie e dei profumi di Aswan
mercato di Assuan

E così siamo giunti all'ultima giornata sul Nilo, quella del trasferimento al Cairo, ma prima manca l'ultima visita: quella al tempio di Philae. Il Tempio di Philae che si raggiunge con un breve tragitto in barca, sembra galleggiare sull’acqua, come se il Nilo lo avesse scelto e poi avesse

deciso di restituirlo. In origine sorgeva sull’omonima isola, sacra alla dea Iside, e per secoli è stato uno degli ultimi baluardi del culto pagano in Egitto. Qui arrivavano pellegrini da tutto il Paese per rendere omaggio alla dea dell’amore e della rinascita, in un luogo dove religione e mito si intrecciavano con il ritmo lento del fiume. Con la costruzione della diga di Assuan, Philae venne sommerso quasi completamente. Le acque salirono, i rilievi si rovinarono, le colonne rimasero a lungo immerse. Ancora una volta, però, la storia trovò il modo di resistere: il complesso fu smontato e ricostruito sull’isola di Agilkia, mantenendo l’atmosfera intima e sacra che lo ha sempre contraddistinto.


tempio di Philae a Assuan
tempio di Philae

Oggi si entra dal pilone monumentale, decorato con scene rituali, e si attraversano cortili e colonnati eleganti fino al santuario di Iside, il cuore del tempio. Intorno, piccoli templi, cappelle e il Chiosco di Traiano, aperto verso il Nilo, regalano uno degli scorci più poetici dell’Alto Egitto. Philae non impressiona per la grandezza, ma conquista per la sua grazia: è un luogo che non impone silenzio, lo invita.


tempio di Philae a Assuan
tempio di Philae

Termina così questa prima parte del viaggio, dopo il pranzo sulla nave qualche ora di relax sul ponte e poi via verso l'aeroporto di Assuan per salire su un volo interno che ci catapulterà nella caotica capitale egiziana dove ci aspettano due giornate intensissime per scoprire le differenze tra le zone rurali del Nilo e una metropoli da 27 milioni di abitanti, ma soprattutto per ammirare i tesori del nuovo museo egizio (GEM) e la spianata di Giza con le tre piramidi.


Cairo, la spianata di Giza
Cairo, la spianata di Giza

Se vuoi leggere l'itinerario completo della mia crociera sul Nilo puoi cliccare su: Egitto: Crociera sul Nilo tra templi e storia millenaria – Un itinerario tra Luxor e il Cairo


Se ti interessa invece la prima parte del viaggio a Luxor puoi leggerla su: Luxor e dintorni: cosa vedere tra Karnak, Valle dei Re e templi millenari


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Ho coinvolto in questa mia passione mia moglie Elena e mio figlio Alberto; insieme abbiamo vissuto numerose esperienze, avventure e momenti felici che ci hanno arricchito notevolmente come persone e come conoscenze. 

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