Villa Arconati: storia, arte e giardini della “Versailles lombarda”
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Aggiornamento: 1 giorno fa
A pochi chilometri da Milano, nel mezzo delle campagne intorno ad Arese, si trova Villa Arconati, una delle dimore storiche più affascinanti della Lombardia, spesso definita "la piccola Versailles". Immersa nel verde e ricca di storia, questa villa è una meta perfetta per chi ama l’arte, l’architettura e le passeggiate in luoghi eleganti e curati. Vi stupiranno i suoi interni con le sale ampie e affrescate e il suo giardino all'italiana ordinato e pieno di fontane con innumerevoli giochi d'acqua; una meta perfetta per trascorrere una domenica all'aperto a contatto con storia e natura. In questo articolo vi racconterò nel dettaglio cosa vedere a Villa Arconati suddividendo la visita in due momenti: la mattina gli interni, il pomeriggio il giardino.

Un po’ di storia
La villa sorge sull'antico Castellazzo medievale, un complesso rurale fortificato posto strategicamente quale collegamento tra Milano e Varese. Le origini della villa risalgono al Seicento, quando la famiglia Arconati ed esattamente il Conte Galeazzo Arconati acquistò la tenuta nel 1610 iniziando la trasformazione da una semplice proprietà di campagna in una residenza nobiliare, destinata al diletto e allo svago nel periodo estivo e nella stagione di caccia. Nel tempo, la dimora divenne un importante centro culturale e ospitò artisti e intellettuali.

Tra le intuizioni più importanti di Galeazzo Arconati fu la sua comprensione della grandiosa unicità del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci, che lui stesso acquistò dagli eredi di Pompeo Leoni. Il codice fu tra l'altro sicuramente conservato anche nella villa, poichè fu utilizzato per lo studio e la realizzazione dei giochi d'acqua del meraviglioso giardino all'italiana. Furono quattro le generazioni degli Arconati che lavorarono all'ampliamento e all'arricchimento del complesso che fu terminato verso la metà del secolo XVIII.
Dove dormire per visitare Villa Arconati
Se vuoi organizzare una gita di più giorni potresti fermarti in zona soggiornando all'Hotel NH Milano Fiera, una struttura moderna e alla moda che si trova accanto al Centro Espositivo Fiera Milano di Rho, che oltre ad essere molto vicina a Villa Arconati è anche un'ottima base per visitare il capoluogo lombardo.

Nel Novecento furono invece tre generazioni di donne a prendersi cura del complesso durante il periodo delle guerre, con mezzi però sempre più ridotti. Nel 1994, quando morì donna Beatrice Crivelli, il Castellazzo visse il suo periodo più buio con il palazzo e il giardino che vennero lasciati all'oblio del tempo. Oggi la villa e i giardini rivivono grazie alla Fondazione Augusto Rancilio che si occupa di questo luogo unico rendendolo visitabile nel suo massimo splendore come nei secoli passati.

Gli interni di Villa Arconati: cosa vedere tra un trionfo di affreschi
Uno degli aspetti più sorprendenti della visita è l’interno della villa. Le sale sono riccamente decorate con affreschi che raccontano scene mitologiche, storiche e celebrative. Ogni stanza ha una propria identità e invita a fermarsi per osservare i dettagli: soffitti decorati, giochi prospettici e ambienti eleganti che restituiscono l’atmosfera della vita nobiliare di un tempo. Passeggiare tra queste stanze dà davvero la sensazione di fare un salto indietro nel tempo, lasciandovi spesso con gli occhi all'insù per ammirare i magnifici e sgargianti colori degli affreschi posti sui soffitti e ai lati delle sale.

Nel dettaglio vi racconto le sale da non perdere all'interno di Villa Arconati
La Sala Rossa
Si tratta di una delle prime sale che si incontra poco dopo aver superato l'ingresso, appena dopo il salone del bar, fu costruita nel 1877 per la Contessa Luisa Busca e suo marito Pietro Sornani dei quali si trovano i blasoni sui sovrapporta. La sala era un salotto da giorno, da conversazione e da gioco e presenta toni scuri sia sul soffitto a cassettoni sia nelle pareti rosso pompeiano che conferiscono alla stanza un aspetto neorinascimentale tipico della fine del XIX secolo. Oggi ospita il ristorante della villa.

Sala del Museo e la Biblioteca Arconati
Fin da Seicento la sala del museo fu quella destinata all'esposizione delle sculture d'arte classica, mentre oggi è utilizzata come sala conferenze. Conserva un'imponente scultura in marmo alta quasi tre metri acquistata a Roma e portata al Castellazzo nel 1627 credendo ritraesse Pompeo Magno, in realtà recenti studi la identificano come una scultura dell'imperatore Tiberio del I sec. d.C. A fianco sorge la bellissima biblioteca settecentesca che conserva ancora oggi oltre 2000 volumi antichi dei 3000 originali, frutto del collezionismo delle famiglie proprietarie nel corso di tre secoli.

Sala di Fetonte
E' la sala che si incontra dopo essere saliti al primo piano attraverso la scenografica scalinata, dove vi consiglio di fermarvi un attimo ad ammirare il meraviglioso soffitto. E' la sala più celebre e rappresentativa della villa che intende magnificare la grandezza degli Arconati attraverso una sontuosa pittura a trompe l'oeil realizzata verso la metà del settecento. Vi è raffigurato il mito classico di Fetonte che cela un messaggio segreto per gli ospiti: lo scorrere inesorabile del tempo ci esorta a non farci vincere dalla superbia. La sensazione è di essere parte integrante del dipinto tanto gli affreschi alle pareti sembrano essere reali.

Sala della caccia
Questa sala era utilizzata prevalentemente dagli uomini ospiti delle battute di caccia degli Arconati ed era utilizzata anche in autunno e in inverno avendo al suo interno ben due camini. Ospita 12 dipinti che ritraggono scene di caccia, pollami e pesci che furono realizzati dal maestro Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone che omaggiò la famiglia posizionando il loro nome sul collare del cane nel dipinto " caccia al leone" sul lato nord della stanza.

Sala da ballo
Meritevole di nota è anche la sala da ballo, la più grande del palazzo, di quasi 200 metri quadrati che affaccia sull'elegante parterre e gode di una bellissima luce al tramonto. E' illuminata da tre splendidi lampadari a gocce di cristallo e candelabri a doppio braccio posti di fronte ad ognuno dei dieci specchi che impreziosiscono la sala.

Degni di menzione all'interno della villa sono anche diversi altri ambienti, la cappella privata e la galleria destinata all'esposizione di dipinti stampe e incisioni, la sala da pranzo, la sala del cigno, l'Alcova e la sala della Poesia utilizzata dalle dame per occupazioni quali la lettura, il ricamo, il canto e la musica. All'esterno poi meritano una visita l'esposizione delle carrozze d'epoca e le scuderie costruite studiando il codice della "Scuderia Reale" di Leonardo da Vinci, all'interno delle quali troverete come abbeveratoio per i cavalli la statua del dio Nettuno.

Il giardino di Villa Arconati: ordine e bellezza all’italiana
Se l'interno di villa Arconati vi stupirà per gli affreschi, i colori e l'infinita varietà di ambienti che troverete, all’esterno, il giardino è altrettanto spettacolare. Si tratta di un grande giardino all’italiana, caratterizzato da geometrie precise, viali alberati e statue decorative. Tutto è estremamente curato e trasmette una sensazione di equilibrio e tranquillità, il contrasto tra la ricchezza degli interni e l’armonia del giardino renderà la visita completa e molto piacevole. Volendo potreste inframmezzare le visite dei due ambienti con una pausa al Caffè Goldoni per un aperitivo o un pranzo veloce da consumare all'esterno nel grande piazzale che si apre sul giardino dove troverete diversi tavolini e divanetti sui quali accomodarvi.

Cosa vedere nel giardino di Villa Arconati
Limonaia, Torre delle Acque e i vasi seicenteschi
Oltrepassato il cancello del cortile interno ci si trova subito nel mezzo ad una zona di aiuole adornate con primule e rose dove sorge la limonaia, l'antica serra nella quale venivano ricoverate le piante di agrumi nella stagione invernale. Sul retro della limonaia si trova la Torre delle Acque che conteneva i meccanismi realizzati per far funzionare i giochi d'acqua delle statue e delle fontane. Sulla destra invece sono riposti grandi vasi in terracotta di origine seicentesca che riportano i blasoni delle famiglie Visconti, Arconati e Carcano.

Fontana dei Tritoni e il Teatro di Diana
Proseguendo lungo il viale delimitato da altissime siepi ai lati si raggiunge la Fontana dei Tritoni, uno dei pezzi più antichi del giardino, nella quale si erge un gruppo scultoreo in marmo composto da due draghi che sovrastano la vasca. Alle spalle sorge il Teatro di Diana, il più grande di tutto il giardino, dedicato alla dea della caccia, il passatempo prediletto dall'aristocrazia.

La Voliera e l'antico casino di caccia
Svoltando a destra si entra in una zona verde ed ombreggiata che conduce alla Voliera settecentesca dove oggi sono ospitati diversi pavoni colorati, in passato vi dimoravano uccelli esotici e struzzi. Vi lascio una curiosità particolare: alcune uova di struzzo sono ancora oggi conservate all'interno della villa e decorano la sommità delle librerie della settecentesca biblioteca. Accanto alla voliera sorgeva il casino di caccia, un villino a due piani con due torrette difensive, purtroppo l'unica parte di tutto il complesso che non si è conservata. Al centro di questa zona verde sorge un piccolo lago circolare artificiale creato nell'ottocento per allietare gli ospiti della villa che vi facevano il bagno e vi navigavano su di una piccola barca.

Il Teatro Grande
Nel centro del parco sorge il Teatro Grande detto anche Teatro delle Quattro Stagioni o Piana delle Otto Statue. Le quattro statue collocate sul fondo, quasi nascoste dalla vegetazione, raffigurano le quattro stagioni, mentre le otto statue attorno alla grande vasca centrale rappresentano quattro dei cinque sensi con le rispettive virtù moderatrici. E' il punto da cui si diramano i quattro viali principali del parco e dove potersi sedere comodamente sulle panchine poste ai lati per riposare qualche minuto e ammirare la deliziosa fontana posta nel centro.

Parterre delle Ballerine
Questa zona è sicuramente la più scenografica di tutto il giardino, un parterre che rispecchia il gusto "alla francese" di realizzare grandi spazi aperti in cui lo sguardo possa spaziare verso l'infinito. E' sicuramente d'obbligo una passeggiata tra le aiuole dove gli ultimi restauri hanno riprodotto l'antico disegno decorativo settecentesco, ma il punto migliore per un'ottima fotografia sono le sale del primo piano della villa dalle quali si ha una prospettiva dall'alto del disegno che rende ancor più spettacolare le forme. Il suo nome deriva dalla forma dei carpini messi a delimitare le aiuole potati appunto a forma di "ballerina" classica.

Seguite sì la mappa per orientarvi nel giardino, ma lasciatevi anche condurre dalla curiosità e dall'istinto, scoprendo anche luoghi nascosti e suggestivi, come il Barceau Grande, la Ghiaccia, il Teatro di Andromeda o il Labirinto in modo tale da non lasciarvi scappare nulla di questo meraviglioso parco dentro al quale vi sembrerà di essere immersi in piena campagna.
Perché visitare Villa Arconati
Villa Arconati è una meta ideale per una gita fuori porta: unisce arte, storia e natura in un unico luogo con una contrapposizione tra interni fittamente decorati e a volte maestosi, e il giardino esterno costruito con un'eleganza e una cura maniacale. È perfetta sia per chi ama la fotografia, sia per chi vuole semplicemente rilassarsi in un ambiente elegante e ricco di fascino. Una visita qui lascia davvero il segno, grazie all’equilibrio tra bellezza artistica e cura degli spazi.

Informazioni utili per la visita di Villa Arconati
Villa Arconati si trova a pochi chilometri da Milano ed è facilmente raggiungibile tramite la tangenziale Ovest con uscita a Rho seguendo le indicazioni per Arese.
La visita può essere organizzata con accesso agli interni e ai giardini seguiti da una guida (durata della visita circa 90 minuti), oppure libera. I biglietti posso essere acquistati direttamente sul posto o tramite il sito: https://www.villaarconati-far.it/ita/. Se ne avete la possibilità verificate prima le disponibilità delle visite guidate perchè essendo a numero limitato potrebbero risultare piene.
Per godersi al meglio l’esperienza prendetevi il tempo di osservare con calma le sale e gli affreschi, dedicate il tempo necessario per una passeggiata al giardino, molto curato e portate una macchina fotografica o smartphone: i dettagli meritano.
La villa è adatta sia a chi ama l’arte e la storia, sia a chi cerca semplicemente un luogo elegante e tranquillo dove passare qualche ora. Noi abbiamo trascorso quasi l'intera giornata, visitando con calma la villa la mattina e il giardino nel pomeriggio inframmezzati da un pranzo veloce al Caffè Goldoni. Se volete provare un'esperienza diversa potete fermarvi per il pranzo al ristorante della villa nella particolare location della Sala Rossa.
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