La Moschea Bianca di Abu Dhabi: un viaggio nella luce
- 16 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 7 gen
Ci sono luoghi che non si visitano soltanto, ma si attraversano con lo sguardo e con il silenzio. La Moschea Bianca di Abu Dhabi, ufficialmente Sheikh Zayed Grand Mosque, è uno di questi. Appare all’improvviso, candida e monumentale, come un miraggio che prende forma tra il cielo terso degli Emirati e il ritmo ordinato della città. Avvicinandosi, si ha la sensazione che il tempo rallenti: il bianco del marmo riflette la luce del sole e sembra assorbirla, trasformandola in quiete.

Un sogno diventato pietra: la storia della Moschea Bianca di Abu Dhabi
La Moschea Sheikh Zayed nasce da una visione ambiziosa, quella dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti. Il suo desiderio era creare un luogo di culto che fosse anche simbolo di unità, dialogo e accoglienza, capace di rappresentare i valori dell’Islam in chiave aperta e contemporanea. I lavori iniziarono nel 1996 e durarono oltre dieci anni, coinvolgendo artigiani e maestranze provenienti da tutto il mondo: dall’Italia alla Turchia, dall’India alla Cina. La moschea fu inaugurata ufficialmente nel 2007 e divenne subito uno dei simboli più riconoscibili di Abu Dhabi. Non è solo una delle moschee più grandi del mondo, ma anche una delle più visitate, aperta a fedeli e non fedeli, in un gesto di rara ospitalità. Qui riposa lo stesso sceicco Zayed, sepolto accanto al complesso, come a voler vegliare ancora su quella visione di armonia che ha ispirato la sua costruzione.

L’impatto visivo: il bianco che racconta
La prima cosa che colpisce è il colore. Il marmo bianco, proveniente in gran parte dalla Macedonia, riveste ogni superficie e dona alla moschea un aspetto etereo, quasi irreale. Le 82 cupole si rincorrono con eleganza, crescendo di dimensione fino alla cupola centrale, imponente e perfettamente proporzionata. I quattro minareti, alti oltre cento metri, segnano l’orizzonte e accompagnano lo sguardo verso l’alto.
Camminando lungo i cortili esterni, il marmo sotto i piedi riflette il cielo e le nuvole, creando un gioco continuo di luce e movimento. Di giorno la moschea appare luminosa e solenne; al tramonto si tinge di sfumature rosate; di notte, grazie a un sofisticato sistema di illuminazione, segue le fasi lunari, cambiando tonalità dal bianco al blu. È come se l’edificio respirasse insieme al cielo.

Cosa vedere all’interno della Moschea Bianca
Entrare nella moschea è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Dopo aver rispettato il dress code richiesto – abbigliamento sobrio e spalle e gambe coperte – si accede a spazi vastissimi, dove il silenzio è rotto solo dal passo leggero dei visitatori. La sala di preghiera principale è il cuore pulsante del complesso. Qui si trova uno degli elementi più celebri della moschea: il tappeto annodato a mano più grande del mondo. Realizzato in Iran, copre un’area di oltre 5.000 metri quadrati ed è composto da milioni di nodi. Camminarci sopra è come attraversare un mare soffice, decorato da motivi floreali che sembrano sbocciare sotto i piedi.

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Sopra la sala, lo sguardo viene catturato dai giganteschi lampadari in cristallo Swarovski, tra i più grandi mai realizzati. Il più imponente pesa diverse tonnellate ed è decorato con foglie d’oro. La luce che diffonde è calda, avvolgente, e contribuisce a creare un’atmosfera di raccoglimento, nonostante le dimensioni monumentali dello spazio.

I dettagli che fanno la differenza
Se l’insieme impressiona, sono i dettagli a raccontare davvero l’anima della moschea. Le colonne, oltre mille, sono intarsiate con pietre semipreziose come lapislazzuli, ametiste e madreperla, che disegnano delicati motivi floreali. Ogni fiore è diverso dall’altro, come a voler celebrare la varietà nella perfezione. Le pareti sono decorate con calligrafie arabe che riportano versi del Corano, realizzate in stili diversi e integrate armoniosamente nell’architettura. Anche chi non conosce il significato delle parole può percepirne la forza espressiva, il ritmo, la bellezza grafica.

All’esterno, il grande cortile centrale è uno dei più vasti al mondo. Qui il marmo è decorato con enormi disegni floreali visibili solo dall’alto, un dettaglio che sorprende e affascina. Passeggiare in questo spazio, soprattutto nelle ore meno affollate, regala una sensazione di pace rara, amplificata dalla vastità e dall’ordine perfetto delle forme.

Un luogo aperto al dialogo
Uno degli aspetti più significativi della Moschea Bianca di Abu Dhabi è la sua apertura. Non è solo un luogo di preghiera, ma anche di incontro e conoscenza. Le visite guidate gratuite aiutano a comprendere meglio l’Islam, le tradizioni e il significato dei rituali, favorendo un dialogo rispettoso e autentico. Questa scelta riflette pienamente il pensiero dello sceicco Zayed, convinto che la cultura e la conoscenza reciproca siano strumenti fondamentali per la pace. Visitare la moschea, quindi, non significa soltanto ammirare un capolavoro architettonico, ma entrare in contatto con una visione del mondo fondata sull’accoglienza.

Quando visitarla e perché
Ogni momento della giornata offre una prospettiva diversa, ma se c’è un istante davvero magico è quello del tramonto. La luce calda che accarezza il marmo, il cielo che cambia colore e il silenzio che cala lentamente rendono l’esperienza indimenticabile. Anche la visita serale ha un fascino particolare, grazie all’illuminazione notturna che trasforma la moschea in una presenza quasi onirica. La Moschea Bianca non è solo una tappa imperdibile di Abu Dhabi: è un luogo che resta dentro, che invita alla lentezza e alla contemplazione. Uscendo, si ha la sensazione di aver visitato non solo un monumento, ma un’idea di bellezza e armonia che va oltre i confini geografici e culturali.
In un viaggio negli Emirati Arabi Uniti, tra grattacieli futuristici e deserti senza fine, la Sheikh Zayed Grand Mosque rappresenta una pausa luminosa, un momento di equilibrio. Un luogo dove il bianco non è assenza di colore, ma somma di tutte le luci del mondo.
Se vuoi leggere l'articolo completo del viaggio puoi cliccare qui: In crociera negli Emirati Arabi Uniti

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