Cosa vedere nella Tuscia: una settimana tra borghi, laghi e paesaggi etruschi
- 22 ore fa
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In questo articolo vi voglio portare con me in una settimana trascorsa nella Tuscia alla scoperta di una terra poco conosciuta, immersi in dolci paesaggi del centro Italia tra antichi borghi e laghi vulcanici raccontandovi cosa vedere intorno al lago di Bolsena. Quest'anno abbiamo infatti deciso di trascorrere le vacanze estive in una maniera un po' diversa dal solito, niente mare, niente Grecia e Canarie (le nostre preferite), niente montagna, ma abbiamo rivolto la nostra attenzione verso le "meraviglie" meno note del nostro paese: i borghi più o meno nascosti del Lazio e più precisamente della Tuscia.

Dove ci troviamo
La Tuscia è un’area storico-geografica dell’Italia centrale che corrisponde in gran parte all’attuale provincia di Viterbo, nel nord del Lazio, ma che si estende idealmente anche verso parti della Toscana e dell’Umbria. Anticamente abitata dagli Etruschi, questa terra conserva ancora oggi un forte legame con il suo passato, visibile nei borghi arroccati, nelle necropoli e nelle architetture in tufo. Il territorio è caratterizzato da dolci colline, boschi, campagne coltivate e laghi di origine vulcanica come il Lago di Bolsena e il Lago di Vico. Proprio questa varietà di paesaggi, unita alla presenza di piccoli borghi autentici e poco turistici, rende la Tuscia una meta ideale per chi cerca un viaggio lento, tra natura, storia e tradizioni enogastronomiche.

Dove soggiornare per visitare la Tuscia
Durante questa settimana abbiamo soggiornato a Sermugnano, ottima base per visitare tutta la Tuscia con spostamenti di massimo 30-40 km. Abbiamo scelto come sistemazione un agriturismo "alternativo" il Bio Agriturismo Valle dei Calanchi, un luogo che fin da subito ci ha fatto capire che questa sarebbe stata un’esperienza diversa dal solito. Qui il soggiorno non è solo un punto d’appoggio, ma diventa parte integrante del viaggio: ci si sveglia immersi nel silenzio, circondati dai calanchi e da un paesaggio quasi sospeso nel tempo, dove la natura detta ancora i ritmi della giornata. Le sistemazioni, essenziali, si inseriscono perfettamente nell’ambiente, regalando quella sensazione rara di essere davvero “dentro” il territorio. È il posto ideale per chi ha voglia di rallentare, staccare e riscoprire un modo di viaggiare più autentico, lontano dalla frenesia e vicino alle cose semplici, assaporando anche piatti locali ispirati dalla cultura biologica e vegana.

Cosa vedere nella Tuscia in una settimana: le tappe del nostro itinerario
Nel nostro itinerario abbiamo anche sconfinato in Toscana, visitando Pitigliano, conosciuta come la “piccola Gerusalemme”.

Monte San Savino
La nostra prima tappa è stata in realtà già durante il primo giorno di viaggio, e ci è servita come sosta intermedia per spezzare in due il percorso. Si è trattato di Monte San Savino, piccolo borgo della provincia di Arezzo che oltre al suo caratteristico centro storico ci ha colpiti per un'opera che ha oltre 400 anni, la cisterna sotterranea detta anche "cisternone" che serve, grazie alle sue acque, il giardino soprastante.

Civita di Bagnoregio
La nostra prima meta è stata Civita di Bagnoregio, uno dei luoghi simbolo della Tuscia. Definita come "la città che muore", a causa dell'erosione delle pareti di tufo sulle quali è costruita, come atteso ci ha stupiti e ammaliati per le sue viuzze adornate da piante e fiori colorati e per il suo caratteristico ponte in salita che bisogna percorrere per raggiungerla, un ponte che regala scorci spettacolari. Affollata di gente sin dal primo mattino vi consiglio di visitarla non nel mese di agosto, come abbiamo fatto noi, ma in primavera o nel primo autunno quando le temperature più clementi vi faciliteranno la salita particolarmente impegnativa.

Celleno
Nella stessa giornata, potete approfittare di una visita al piccolissimo borgo di Celleno, poco distante dalla Civita. Detto il "paese fantasma", questo borgo risulta disabitato ormai dal 1800, e vi accoglierà con una scenografica via del ponte che conduce direttamente nella piazza principale, su cui oltre a pregiati palazzi signorili, si affaccia anche quel che resta dell'antico Castello Orsini. Un luogo silenzioso e affascinante, perfetto per una visita veloce ma suggestiva.

Bolsena, Marta e Montefiascone
Intorno al lago di Bolsena, raggiungibile anch'esso in meno di mezz'ora di auto, da visitare sono sicuramente Bolsena, Marta e Montefiascone. Soprattutto nelle prime due troverete un'atmosfera vacanziera, essendo il lago balneabile potrete adagiarvi sulle sue sponde e tuffarvi nelle sue acque oltre a visitare i centri storici ricchi di storia e gustare i prodotti enogastronomici tipici della zona, tra cui la famosissima anguilla di Marta. Montefiascone invece, posto sulla sommità di una collina, domina il lago dall'alto e vi potrete trovare un bellissimo belvedere nella zona dove era stata costruita la Rocca dei Papi, non perdetevelo, da qui il panorama è veramente fantastico e nelle giornate più calde potrete riposarvi all'ombra nel parco ammirando tutto il lago fino alle sponde opposte.

Pitigliano
Posti invece nella zona nord ovest del lago di Bolsena è possibile visitare sempre nella stessa giornata Pitigliano e Torre Alfina. Pitigliano, splendido borgo scolpito nel tufo, accoglie il visitatore con il suo scenografico acquedotto che introduce in una serie intricata di viuzze che conducono fino al caratteristico quartiere ebraico. E' conosciuto appunto come "la piccola Gerusalemme" in quanto a partire dal XVI secolo ospitò una grande comunità ebraica tra le sue mura. Arrivando con l'auto, e fermandosi al belvedere di fronte al Santuario della Madonna delle Grazie, si ha una prima spettacolare vista dello skyline del borgo. La massiccia roccia tufacea sorregge l’intero abitato, fondandosi con le abitazioni più antiche, fino a diventare un tutt’uno con il paese.

Torre Alfina
Torre Alfina invece, timida e raccolta intorno al suo castello, è punto di congiunzione tra tre regioni, Umbria, Toscana e Lazio, e posta a 600 metri di altezza domina dall'alto tutto l'altopiano dell'Alfinia. Il paese con le sue viuzze e le case in pietra crea un'atmosfera d'altri tempi, ma la chicca è il suo magnifico castello, che con i suoi infiniti spazi verdi all'aperto e le sue sale interne interamente affrescate è spesso utilizzato per eventi e cerimonie; non perdetevelo, ma attenzione verificate bene i giorni di apertura perchè potreste arrivare e trovarlo chiuso.

Il parco dei Mostri di Bomarzo
Spostandoci ora dall'altro lato del lago di Bolsena incontriamo il paese di Bomarzo con il suo parco dei mostri, che possiamo abbinare al borgo di Vitorchiano famoso per il suo Moai.
Il parco dei mostri, detto anche "Bosco Sacro" può essere un'ottima scelta se avete dei bambini, rimarranno sicuramente colpiti da tutte le statue, dalle maschere e dai personaggi mitologici che troveranno, e dalla torre pendente, il tutto nascosto in un rigoglioso bosco intrigante già di suo. Questo parco fu voluto da Pier Francesco Orsini, signore di Bomarzo nella metà del 1500, egli fece scolpire le sculture direttamente sul posto, svincolandole da ogni rapporto prospettico o proporzionale, facendolo diventare il più antico parco di sculture del mondo moderno.

Vitorchiano
Vitorchiano con le sue mura e il suo centro storico, pare essere il proseguo delle rocce di tufo su cui sorge ed è conosciuto per il suo Moai, l'unico al di fuori dell'isola di Pasqua. La statua, posta sul belvedere del paese, è stata scolpita e ricavata da un blocco di peperino del peso di 30 tonnellate nel 1990 da 11 indigeni Maori dell'Isola di Pasqua.

Villa Lante a Bagnaia
Poco distante da Viterbo, capitale della Tuscia, a cui dedicheremo un capitolo a parte, scopriamo invece Villa Lante e Tuscania. La prima, situata nel comune di Bagnaia, è, assieme a Bomarzo, uno dei più famosi giardini italiani a sorpresa manieristici del XVI secolo. La sua ideazione è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola, e nel 2011 è stata votata "Parco più bello d'Italia". La costruzione cominciò nel 1511, ma fu portata a termine intorno al 1566 su commissione del cardinale Gianfrancesco Gambara. La villa ha acquisito questo nome quando, nel XVII secolo, passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, Duca di Bomarzo, quando la costruzione aveva già 100 anni di vita. Di particolare bellezza sono infatti i suoi giardini abbelliti da una serie di fontane e canali che portano l'acqua dalla cima della collina fino ai piedi della villa e fin giù poi verso il paese.

Tuscania
Tuscania è da visitare sia per le sue garbate prospettive e i colori di case e chiese antiche tra le strade acciottolate del borgo con le mura medievali sempre in vista, sia per il colpo d'occhio fornito dalle chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, situate fuori porta in cima e ai piedi di un poggio.

Ogni borgo da noi visitato ci ha colpiti per almeno un elemento proprio e distintivo, vi suggerisco in ultimo, se avete dei bambini, il paese di Sant'Angelo di Roccalvecce, noto come il paese delle fiabe. Sulle sue case sono rappresentati i personaggi di molti racconti, da Pinocchio al mago di Oz, ma non solo, li vi potrete divertire a scovarli tutti tra le sue strette vie.

Conclusione
La Tuscia si è rivelata una destinazione sorprendente, capace di unire storia, natura e borghi autentici ancora lontani dal turismo di massa. Se state cercando un itinerario diverso dal solito, fatto di paesaggi dolci, scorci inaspettati e ritmi lenti, questo angolo di Lazio saprà conquistarvi.
il mio suggerimento per il soggiorno nella Tuscia
Sermugnano: Bio agriturismo Valle dei Calanchi, immerso nel verde per un'esperienza diversa dal solito, questo hotel è in una posizione comodissima per visitare i luoghi della Tuscia.

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Articolo aggiornato ad Aprile 2026 con nuovi suggerimenti per il soggiorno.




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