Due giorni nelle Langhe: da Grinzane Cavour a Cherasco, itinerario tra borghi e grandi vini
- 29 apr
- Tempo di lettura: 8 min
Aggiornamento: 7 giorni fa
Ci sono luoghi che sanno sorprendere per il senso di pace che sono in grado di infondere e che a volte non hanno bisogno di lunghe distanze perchè potrebbero essere proprio dietro l'angolo. Le Langhe sono così: un intreccio perfetto di colline morbide, borghi sospesi nel tempo costruiti sulle cime delle colline a sentinella dei terreni coltivati e calici che raccontano storie antiche. In questo articolo ti porto con me in un itinerario di 2 giorni tra alcune delle tappe più iconiche delle Langhe: Grinzane Cavour, La Morra, Barolo, Verduno, Pollenzo e Cherasco. Due giorni intensi, tra paesaggi Patrimonio UNESCO e un’esperienza enogastronomica fatta di ottimi vini e sapori tipici del territorio.

Dove ci troviamo: il territorio delle Langhe
Ci troviamo nel basso Piemonte in quel territorio che da Asti conduce verso Cuneo passando per Alba e Fossano, una zona fatta di dolci e verdeggianti colline coltivate a vite e noccioleti, raggiungibile uscendo dall'autostrada ad Asti e proseguendo verso sud sulla A33. Questa terra è composta da tre catene di colline che dal Piemonte meridionale digradano verso la Pianura padana, scandite da decine di contrafforti che si allontanano a spina di pesce come sinuose lingue. Questa morfologia è forse all'origine del nome: una radice lang "lungo" per denominare questi lunghi colli che si distendono verso la pianura come per addormentarsi in lei. Una terra che si estende per un perimetro di circa 200 chilometri, dolce ariosa e colorata che i langaroli, operosi e ingegnosi vivificano di opere, feste e gesti semplici della tradizione.

Le tappe dell'itinerario di due giorni nelle Langhe
Giorno 1: tra castelli, arte contemporanea e panorami infiniti, cosa vedere tra Grinzane Cavour e La Morra
La prima tappa del nostro itinerario è Grinzane Cavour con il suo Castello, uno dei simboli più importanti delle Langhe. Il comune si divide in due centri, Gallo e Grinzane Cavour, il primo ospita attività commerciali e industriali, mentre il secondo è composto da poche case che formano il piccolo centro storico intorno al profilo austero del castello che fu residenza di Camillo Benso conte di Cavour. Qui la storia si intreccia con il vino, in quanto nel castello ha sede l'Enoteca Regionale Piemontese "Cavour" la prima in Piemonte e la seconda in Italia. Nel castello da anni è presente il Museo delle Langhe ed ospita sia il premio Letterario Grinzane Cavour che l'asta internazionale del tartufo di Alba.

La visita del castello è sicuramente interessante: una suggestiva scalinata ripida e stretta vi condurrà alle varie sale tra le quali spiccano la sala delle maschere, dove Camillo Benso presiedeva le sedute consiliari negli anni in cui fu sindaco di Grinzane, la sala del tartufo e la sala degli affreschi. Nelle altre sale si sviluppa poi un percorso museale che racconta non solo la storia del territorio, ma anche il profondo legame tra politica e viticoltura. Tra le sale più significative spicca quella dedicata a Camillo Benso conte di Cavour, dove arredi d’epoca, documenti e ricostruzioni permettono di entrare nella quotidianità dello statista. Il percorso prosegue con le sale dedicate all’enoteca regionale piemontese, dove il vino diventa protagonista assoluto, raccontato attraverso tradizioni, strumenti e cultura contadina. Non manca infine una sezione etnografica, che offre uno spaccato autentico della vita nelle Langhe di un tempo, tra oggetti, utensili e testimonianze della civiltà rurale. Un insieme di ambienti diversi, ma perfettamente coerenti, che rendono la visita ricca e coinvolgente.

Un momento speciale arriva verso l'uscita del castello quando vi troverete nella corte centrale dove ha sede il Food & Wine Bar, dove prendersi un attimo di riposo e godersi un primo aperitivo con degustazione, immersi in un contesto unico. Sorseggiare un calice di Barolo o di Arneis circondati dalle alte mura che delimitano il cortile del castello è il modo perfetto per entrare subito nello spirito delle Langhe.
Per il pranzo si può restare in zona, a Grinzane Cavour ai piedi del castello troverete un paio di locali tipici per assaporare la cucina, i sapori autentici e i piatti che valorizzano il territorio, perfetti da accompagnare con un altro calice dei grandi rossi piemontesi. Noi ci siamo fermati alla Vineria Sisu, proprio sotto le mura del castello nel piccolo giardino all'ombra di alcuni grandi alberi. Il loro motto? "Se la vita ti lascia a bocca asciutta, tu reidratati!". Ottimo il tagliere di salumi e formaggi misti con un buon bicchiere di Dolcetto d'Alba.

Nel pomeriggio si cambia atmosfera con una tappa iconica: la Cappella delle Brunate. Colorata, sorprendente, quasi fuori contesto tra i vigneti, è diventata uno dei simboli più fotografati delle Langhe. Un perfetto contrasto tra arte contemporanea e tradizione agricola.
Costruita all’inizio del Novecento come semplice ricovero per i contadini e i vignaioli durante il lavoro nei campi, non è mai stata consacrata e quindi, nonostante il nome, non è una vera chiesa. Per anni rimase in stato di abbandono, fino a quando, negli anni ’90, venne acquistata e completamente trasformata grazie all’intervento degli artisti Sol LeWitt e David Tremlett. I due diedero vita all’esplosione di colori che la caratterizza oggi, rendendola un’opera d’arte contemporanea immersa tra i vigneti. Un perfetto esempio di come tradizione e creatività possano convivere in armonia nel paesaggio delle Langhe.
Prestate attenzione in quanto nel fine settimana la strada che porta alla cappella non è percorribile in auto, per cui occorrerà raggiungerla a piedi.

L'ultima tappa di questa giornata è La Morra, dove abbiamo deciso anche di trascorrere la notte scegliendo un grazioso agriturismo nel centro del paese: il B&B Fior di Farine. Considerata uno dei punti panoramici più belli della zona, questo borgo regala dal suo celebre belvedere una vista mozzafiato sui vigneti ordinati che disegnano il paesaggio, con lo sguardo che nelle giornate limpide arriva fino alle Alpi. Nella sua piazza principale che affaccia sul belvedere si ritrovano infatti centinaia di persone che tranquillamente sedute in mezzo al prato ammirano nel silenzio questo magnifico panorama. Ma La Morra non è solo bellezza: è anche uno dei cuori pulsanti della produzione del Barolo, con alcune delle vigne più prestigiose del territorio. Passeggiando tra le sue vie si respira un’atmosfera rilassata ed elegante, fatta di piccole enoteche, ristoranti e scorci pittoreschi.

La giornata si chiude proprio qui, in un palazzo seicentesco con una cena in un locale sulla piazza: la Casa Giuseppe Gabetti che è un’esperienza a sé. Piatti tipici accompagnati questa volta da un calice di Barbaresco, elegante e strutturato, perfetto per concludere il primo giorno con il giusto ritmo.
Dove dormire a La Morra
Per il nostro soggiorno abbiamo scelto il B&B Fior di Farine, una soluzione accogliente e perfettamente in linea con l’atmosfera delle Langhe. Situato in una posizione tranquilla ma strategica per visitare i borghi della zona, è il luogo ideale per rilassarsi dopo una giornata tra vigneti e degustazioni. Ambienti curati, una piccola piscina, un terrazzino con comodi tavolini e un'ospitalità calorosa da parte di Roberta e Margherita, ma soprattutto una colazione abbondante e genuina fatta in casa lo rendono una scelta davvero azzeccata. Se stai organizzando un weekend nelle Langhe, puoi dare un’occhiata e prenotare da qui.

Giorno 2: il cuore del Barolo e i borghi meno conosciuti delle Langhe
Il secondo giorno parte da uno dei nomi più celebri: Barolo, che si raggiunge in poco più di cinque minuti da La Morra. Piccolo, curato e profondamente legato al vino che porta il suo nome, è una tappa imprescindibile. Qui tutto ruota attorno al Barolo, il “re dei vini”, simbolo del territorio. Il centro è raccolto e curato, dominato dal Castello Falletti di Barolo, noi non siamo entrati all’interno del Castello perchè le cose da vedere oggi in programma erano molte, ma già da fuori si percepisce quanto sia un luogo simbolo per il borgo. Oggi ospita il WiMu Museo del Vino, un museo moderno e interattivo dedicato alla cultura del vino, che si sviluppa tra le antiche sale del castello. Da quello che abbiamo visto e letto, il percorso è pensato per essere più esperienziale che “classico”, con installazioni che raccontano il vino in modo coinvolgente e originale. Anche senza visitarlo, resta uno degli elementi più iconici di Barolo, capace di catturare lo sguardo e incuriosire chiunque passi di qui.

Proseguiamo poi verso Verduno, a una decina di chilometri da Barolo. meno turistico ma autentico e affascinante. Un borgo che conserva un’anima più tranquilla, perfetto per chi cerca un contatto più diretto con il territorio. Qui non ci sono locali, enoteche e ristoranti come negli altri borghi, ma solo il castello che dal 1953 la nuova proprietà ha adibito ad albergo di charme e famoso ristorante, conservando intatti gli ambienti originari. Proprio di fronte al castello si apre una magnifico belvedere: un verde prato circondato da alberi ad alto fusto che invita alla quiete e alla contemplazione con una meravigliosa vista sul vasto territorio delle Langhe.

La tappa successiva è Pollenzo, piccola frazione di Bra, è una tappa meno conosciuta ma sorprendentemente affascinante, perfetta per una pausa dal classico itinerario tra le Langhe, da un paesaggio collinare si scende infatti in una zona completamente pianeggiate. Il cuore del borgo è dominato dal complesso neogotico dell’Agenzia di Pollenzo, voluto da Carlo Alberto di Savoia nell’Ottocento come centro agricolo all’avanguardia. Oggi questo spazio è stato completamente recuperato e ospita l’Università di Scienze Gastronomiche, rendendo Pollenzo un punto di riferimento internazionale per la cultura del cibo. Passeggiando tra le sue architetture eleganti si respira un’atmosfera diversa, più raccolta e raffinata, dove storia, formazione e gastronomia si incontrano in modo unico. Una tappa breve, ma decisamente interessante.

Infine si arriva a Cherasco, elegante e ricca di storia. È il luogo perfetto per concludere il viaggio, anche dal punto di vista gastronomico, lo raggiungiamo infatti proprio per l'ora del pranzo e prima di visitare il borgo ci accomodiamo sotto i tipici portici presso l'Osteria Umberto. Il pranzo qui diventa un altro momento memorabile con piatti del territorio come i raviolini del Plin, le lumache di Cherasco alla diavola, il gelato allo zabaione con Krumiri, accompagnati da un calice di Nebbiolo, vitigno alla base dei grandi vini delle Langhe, che regalano un finale coerente, che chiude il cerchio iniziato il giorno prima.

Ma Cherasco non può non essere visitata e, dopo il pranzo, si può partire con una passeggiata nel suo centro storico tra i suoi portici e le sue vie impostate su un impianto urbanistico romano, fatto di strade ordinate, palazzi nobiliari e scorci curati. Tra le cose da vedere spiccano l’Arco del Belvedere, da cui si gode una splendida vista sulle colline circostanti, il Palazzo Salmatoris, spesso sede di mostre ed eventi culturali e il Santuario della Madonna del Popolo con la sua immensa cupola, la terza più grande del Piemonte. Un borgo e una passeggiata ideali per chiudere il viaggio con calma e gusto.

Se non sei della zona e hai bisogno di un noleggio auto prova le tariffe esclusive
del nostro partner Discovercars
Se ami itinerari brevi in Italia ti potrebbero interessare anche:
Fine settimana sul Lago Maggiore con visita a Villa della Porta Bozzolo > Itinerario sul Lago Maggiore tra Villa Della Porta Bozzolo, il labirinto delle Camelie e il Sacro Monte di Varese
Week end tra Bologna, Rocchetta Mattei e Grazzano Visconti > Città d'arte, borghi e antiche dimore: Bologna, Grazzano Visconti e Rocchetta Mattei.
Tra l'altopiano di Asiago, Soave e Marostica > Foliage tra vino e montagne: quattro giorni tra Soave, Asiago e Marostica
Se ti è piaciuto l'articolo metti "Mi Piace" cliccando sul cuoricino qui sotto a destra e torna alla Home per iscriverti al blog e rimanere aggiornato sulle nuove pubblicazioni.
Questo articolo contiene link di affiliazione selezionati con cura. Se deciderai di prenotare tramite uno di questi link, per te non cambierà nulla, ma io riceverò una piccola commissione. È un modo semplice per supportare il mio lavoro e aiutarmi a continuare a condividere con tutti voi esperienze di viaggio gratuite su LaValigiasottoilletto. (scopri di più)




Commenti