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Cosa vedere in Val Venosta: il nostro itinerario tra trekking, castelli, borghi e laghi

  • 16 ore fa
  • Tempo di lettura: 12 min

La Val Venosta è una delle valli più affascinanti dell'Alto Adige. Racchiusa tra il gruppo dell'Ortles e le Alpi Venoste, offre un perfetto equilibrio tra natura, cultura e storia. In pochi chilometri si passa dai ghiacciai del Parco Nazionale dello Stelvio ai borghi medievali, dai castelli alle abbazie, fino ad alcuni dei trekking più spettacolari delle Alpi.

In questo articolo ti racconto cosa vedere in Val Venosta con il nostro itinerario di 8 giorni con base a Trafoi, un piccolo paese ai piedi dell'Ortles con vista su imponenti ghiacciai, ideale per esplorare sia l'alta Val Venosta sia i dintorni di Solda. Da qui potrete partire direttamente a piedi per alcune delle escursioni di cui vi parlerò, mentre per le altre visite basteranno pochi chilometri di auto.


Lago di Solda
lago di Solda

Il nostro itinerario di 8 giorni in Val Venosta, cosa vedere:



Giorno 1 – Sosta a Grosio e visita di Villa Visconti Venosta

Durante il viaggio verso la Val Venosta abbiamo deciso di interrompere il tragitto con una visita a Grosio, in Valtellina. Qui si trova Villa Visconti Venosta, elegante dimora ottocentesca che conserva arredi originali, opere d'arte e un suggestivo giardino storico.

È una sosta piacevole che permette di spezzare il viaggio prima di intraprendere la lunga salita dello Stelvio e iniziare la vacanza con un'immersione nella storia del territorio. Proprio di fianco alla villa potrete anche fare una sosta per il pranzo presso il ristorante Jim dell'hotel Sassella per iniziare in bellezza con i sapori e i profumi dei piatti di montagna. Cosa non si può non prendere in Valtellina se non uno squisito piatto di pizzocheri!


Villa Visconti Venosta a Grosio
Villa Visconti Venosta

Dove dormire nella Valle di Trafoi: Hotel Madatsch

Una base comoda per il soggiorno per visitare il meglio della Val Venosta è il paese di Trafoi, dove grazie all'altezza di circa 1500 metri si trova anche un clima gradevole durante l'estate. Il paese regala una magnifica vista sui ghiacciai dello Stelvio, e la possibilità per gli amanti della natura e della tranquillità di intraprendere magnifiche passeggiate. Come struttura abbiamo scelto l'Hotel Madatsch, un accogliente 4 stelle gestito a livello famigliare, nato dalla ristrutturazione in stile moderno di un edificio d'epoca. Il legno è l'elemento caratteristico di tutte le aree, dalla sala da pranzo, alle aree comuni, alle camere fino alla meravigliosa Spa suddivisa in tre aree diverse dove rilassarsi dopo una lunga camminata.


vasca idromassaggio riscaldata sulla terrazza panoramica dell'Hotel Madatsch a Trafoi
vasca idromassaggio riscaldata sulla terrazza panoramica

Al primo piano la Spa offre una piscina interna per le giornate più fredde, al secondo la zona relax con vista montagne con diversi tipi di saune (sauna finlandese, biosauna e bagno turco) e all'ultimo piano la terrazza solarium panoramica con vista sui ghiacciai dotata di una piscina idromassaggio con acqua riscaldata a 35 gradi,dove passare qualche ora dopo una giornata di visite o di trekking. L'altro elemento da segnalare è la cucina di ottima qualità, la varietà dell'offerta e soprattutto i fantastici dolci che tutte le sere chiudevano in bellezza la cena.


Panorama Sauna nella Spa dell'hotel Madatsch a Trafoi
Panorama Sauna nella Spa
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Giorno 2 – Trekking al Rifugio Payer

La prima vera giornata in montagna è dedicata a uno degli itinerari più iconici del Parco Nazionale dello Stelvio: il trekking al Rifugio Tabaretta e Payer.

Il sentiero, che parte dalla stazione a monte della seggiovia Orso di Solda, sale rapidamente regalando panorami sempre più ampi sulla valle e sulle cime circostanti, fino a raggiungere prima il Rifugio Tabaretta e poi il rifugio Payer, situato in una posizione spettacolare ai piedi dell'Ortles. La salita vi regalerà momenti emozionanti con passaggi spettacolari sulla morena, sulla cresta della montagna e su ponti sospesi e, se sarete fortunati come me, potrete ammirare l'elegante volo di un'aquila.

Per informazioni dettagliate sul percorso, sulle difficoltà e sui tempi di percorrenza puoi leggere il mio approfondimento dedicato al trekking al Rifugio Payer nell'articolo 4 trekking da non perdere nel Parco Nazionale dello Stelvio tra cascate, ghiacciai e le vette dell'Ortles.


trekking Rifugio Payer nel Parco Nazionale dello Stelvio



la prima parte del sentiero verso il Rifugio Tabaretta
Rifugio Payer

Giorno 3 – Lago di Resia, Abbazia di Monte Maria e Glorenza

La terza giornata è dedicata alla scoperta di alcuni dei luoghi simbolo della Val Venosta.

La prima tappa è il Lago di Resia, famoso in tutta Italia per il campanile romanico del XIV secolo che emerge dalle acque del lago, diventato negli anni il simbolo della Val Venosta. Dietro questa immagine si nasconde però una storia che ancora oggi emoziona molti visitatori. Fino alla metà del Novecento, infatti, al posto del lago artificiale sorgeva il piccolo paese di Curon Vecchia. Nel 1950, con la costruzione di una diga destinata alla produzione di energia idroelettrica, i laghi naturali di Resia e di Curon furono uniti in un unico grande bacino. L'innalzamento del livello dell'acqua sommerse gran parte dell'antico abitato, costringendo centinaia di persone ad abbandonare le proprie case. L'unica struttura risparmiata dalla demolizione fu il campanile della chiesa di Santa Caterina, che ancora oggi emerge dalle acque come silenziosa testimonianza del paese scomparso. Passeggiando lungo le rive del lago è impossibile non fermarsi ad ammirarlo e a riflettere sulla storia che custodisce. Oggi a causa della scarsità delle piogge il livello del lago si è drasticamente abbassato ed è comparsa una stretta linea di terra che permette di fare una passeggiata circolare attorno al campanile.


Lago di Resia
Lago di Resia

Lasciato il Lago di Resia, abbiamo raggiunto l'Abbazia di Monte Maria, situata su un colle sopra il borgo di Burgusio. Fondata nel XII secolo, è considerata una delle abbazie benedettine più alte d'Europa ed è ancora oggi abitata dai monaci. Oltre al fascino della sua storia millenaria, il complesso colpisce per la splendida posizione panoramica sulla Val Venosta e per la cripta romanica, impreziosita da affreschi medievali tra i più importanti dell'arco alpino. La sua visita è un'occasione per concedersi una pausa all'insegna dell'arte, della spiritualità e della tranquillità.


Abbazia di Monte Maria in Val Venosta
Abbazia di Monte Maria

L'ultima tappa della giornata è stata Glorenza, un piccolo gioiello medievale inserito tra i Borghi più belli d'Italia. Visitare Glorenza significa fare un salto indietro nel tempo, circondati da mura perfettamente conservate, torri di difesa e antichi portici che raccontano secoli di storia. Le origini di Glorenza risalgono al Medioevo, ma fu nel XIII secolo che il borgo iniziò ad assumere un ruolo strategico grazie alla sua posizione lungo la Via Claudia Augusta, l'antica strada romana che collegava l'Italia al mondo germanico. Nel corso dei secoli divenne un importante centro commerciale e, all'inizio del Cinquecento, dopo essere stata gravemente danneggiata durante la Guerra di Svevia, fu ricostruita per volere dell'imperatore Massimiliano I d'Asburgo.


le vie porticate di Glorenza in Val Venosta
le vie porticate di Glorenza

È proprio a questo periodo che si devono le imponenti mura, le tre porte d'accesso e le torri che ancora oggi caratterizzano il borgo. Nonostante conti poco più di 900 abitanti, Glorenza conserva un fascino unico. Passeggiare senza fretta tra le sue stradine, curiosare nelle piccole botteghe artigiane e fermarsi in una delle piazzette del centro storico permette di respirare un'atmosfera autentica, lontana dal turismo di massa. Nei pressi delle porte di ingresso avrete anche la possibilità di salire sulle mura e percorrerle parzialmente per avere una visione privilegiata dall'alto del centro del borgo. È una tappa che consiglio di inserire in qualsiasi itinerario alla scoperta della Val Venosta.


la piazza principale di Glorenza in Val Venosta
la piazza principale di Glorenza

Giorno 4 – Sentiero delle Cascate di Trafoi e Rifugio Borletti

Tra le escursioni più piacevoli nei dintorni di Trafoi c'è il Sentiero delle Cascate, un percorso immerso nei boschi che segue prima il corso del torrente e poi si inerpica sul pendio della montagna regalando scorci spettacolari sulle numerose cascate che scendono dai ghiacciai dello Stelvio. In un punto vi troverete addirittura a dover passare dietro a una cascata per sbucare sul sentiero dalla parte opposta, un'esperienza davvero emozionante!

Una volta ritornati nei pressi della Cappella delle tre fontane sacre, il trekking può essere prolungato fino al Rifugio Borletti, da cui si gode una splendida vista sulla valle sottostante e sui tornanti della strada che sale allo Stelvio.

Per tutte le informazioni sul percorso puoi consultare il mio articolo dedicato ai trekking in Val Venosta


sentiero delle cascate di Trafoi in Val Venosta
la cascata da attraversare

Giorno 5 – Castel Coira e Val Mazia

Dopo diverse giornate dedicate alla montagna e alle passeggiate abbiamo scelto di visitare due luoghi molto diversi tra loro. La quinta giornata è così iniziata con la visita a Castel Coira, nei pressi di Sluderno, considerato uno dei castelli rinascimentali meglio conservati dell'Alto Adige. Costruito intorno al 1259 per volontà del principe vescovo di Coira, nel corso dei secoli passò alla nobile famiglia Trapp, che ancora oggi ne è proprietaria. Già dall'esterno il castello colpisce per la sua imponenza, con le possenti mura, le torri merlate e la posizione dominante sulla Val Venosta. All'interno si possono visitare ambienti riccamente arredati che raccontano la vita della nobiltà altoatesina, tra sale affrescate, eleganti soffitti lignei e preziosi mobili d'epoca.


Castel Coira a Sluderno
Castel Coira

Uno degli ambienti più celebri è senza dubbio l'armeria, considerata la più grande collezione privata di armature del mondo ancora conservata nel luogo originale. Qui sono esposte decine di armature perfettamente restaurate, elmi, spade e altre armi storiche che testimoniano l'evoluzione dell'equipaggiamento militare tra il XV e il XVII secolo.

Molto suggestivo è anche il cortile interno con il loggiato rinascimentale, mentre la cappella di Sant'Anna e i giardini completano la visita offrendo uno sguardo sulla storia e sull'architettura di una delle dimore nobiliari più affascinanti della regione. Per chi visita la Val Venosta, Castel Coira rappresenta una tappa imperdibile, capace di coniugare arte, storia e cultura in un contesto di grande fascino.


l'armeria di Castel Coira a Sluderno
l'armeria di Castel Coira

Dopo la visita, intorno a mezzogiorno, ci siamo spostati in Val Mazia, una valle laterale poco conosciuta ma estremamente suggestiva. Qui il paesaggio cambia completamente: prati, masi, pascoli e alte montagne creano un ambiente tranquillo e autentico, lontano dai luoghi più frequentati. E' possibile raggiungere il punto finale della valle in auto dove troverete alcuni parcheggi e da qui iniziare una passeggiata che conduce fino alla Malga di Mazia, oppure in alternativa fermarvi direttamente per il pranzo presso il ristorante dell'Hotel Glieshof, un luogo magico per gli amanti della natura. Noi abbiamo fatto questa seconda scelta, perchè la montagna non è solo trekking ma anche momenti di relax e riposo per gustare le specialità tipiche del posto.


Val Mazia
Val Mazia

Giorno 6 – Trekking al Rifugio Madriccio e Passo Madriccio

Un'altra giornata dedicata alle escursioni ci porta al Rifugio Madriccio e all'omonimo passo. Si parte nuovamente da Solda, ma questa volta raggiungiamo in auto il punto finale della valle da dove parte la funivia che sale fino ai 2600 metri del rifugio Città di MIlano, punto di partenza dell'itinerario. Il sentiero attraversa ambienti d'alta quota dominati dalle vette del gruppo Ortles-Cevedale e offre panorami spettacolari durante tutta la salita che conduce prima al Rifugio Madriccio e poi, dopo l'ultima fatica, al Passo Madriccio, nel punto più alto raggiunto durante tutte le escursioni in Val Venosta.

Chi desidera affrontare questo trekking può trovare descrizione completa, caratteristiche tecniche e consigli pratici nel mio articolo dedicato: 4 trekking da non perdere nel Parco Nazionale dello Stelvio tra cascate, ghiacciai e le vette dell'Ortles


Panorami sull'Ortles
Panorami sull'Ortles

Giorno 7 – Castel Coldrano e Silandro

La settima giornata del nostro itinerario ci ha portato a Castel Coldrano, nel territorio di Laces, una delle numerose testimonianze della lunga storia nobiliare della Val Venosta. Il castello sorge alle pendici del Monte Sole, immerso tra vigneti e frutteti, in una posizione che permette di cogliere bene il particolare paesaggio della valle, dove le montagne incontrano le coltivazioni che caratterizzano il fondovalle.

Le origini di Castel Coldrano sono più antiche dell'attuale edificio: il complesso venne costruito nel XV secolo dalla famiglia Scheck, attorno a una preesistente torre medievale. Nel corso del Seicento passò alla potente famiglia Hendl, che accrebbe progressivamente il proprio prestigio fino a ottenere i titoli di baroni e, alla fine del secolo, di conti. Il castello assunse così l'aspetto di una elegante residenza signorile più che di una vera fortezza militare.


il cortile e la rocca di Castel Coldrano
il cortile e la rocca di Castel Coldrano

Particolarmente caratteristica è la cinta muraria, lunga circa 350 metri e scandita da quattro torri cilindriche. Il portale d'ingresso è impreziosito dal marmo di Lasa, una delle pietre più celebri della Val Venosta, mentre nelle cantine è ancora conservato un antico torchio risalente al 1701. Purtroppo non è stato possibile fare la visita guidata perchè programmata solo una volta alla settimana e da prenotare in anticipo contattando direttamente la segreteria del castello, ma abbiamo comunque avuto la possibilità di fare un tour libero degli esterni che ci ha lasciato una visione d'insieme della struttura e del suo parco.


le torri e la cinta muraria di Castel Coldrano
le torri e la cinta muraria di Castel Coldrano

Dopo la visita ci siamo spostati verso Silandro, considerato il centro principale della Val Venosta e sede della Comunità comprensoriale. Il paese si trova a circa 720 metri di altitudine, in una posizione particolarmente soleggiata che ha favorito nei secoli l'agricoltura, la viticoltura e oggi soprattutto la coltivazione delle mele. Il centro storico conserva diversi edifici storici e residenze nobiliari, ma il simbolo più evidente di Silandro è il campanile della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che con i suoi 90,6 metri è considerato il campanile più alto del Tirolo. La chiesa, già documentata nel XII secolo, fu ricostruita e ampliata nel corso dei secoli e rappresenta uno dei principali monumenti del paese. Silandro è inoltre legata alla tradizione vitivinicola della Val Venosta: la coltivazione della vite nella zona ha origini molto antiche e ancora oggi i vigneti occupano soprattutto le aree più soleggiate della valle. Il particolare clima secco e le forti escursioni termiche contribuiscono alla produzione di vini come Riesling, Pinot bianco e Pinot nero.

La visita a Castel Coldrano e Silandro permette quindi di scoprire un volto diverso della Val Venosta, meno legato alle grandi escursioni in quota e più vicino alla storia, all'architettura e alle tradizioni agricole che hanno contribuito a modellare il paesaggio della valle.


chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Silandro
chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

Giorno 8 – Rifugio Forcola e Piz Minschuns

L'ultimo giorno della vacanza si conclude con uno dei trekking più panoramici dell'intero viaggio. Dal Rifugio Forcola, raggiungibile con la seggiovia che parte da Trafoi, si prosegue per il Piz Minschuns, una cima panoramica dalla quale lo sguardo spazia sulle montagne della Val Venosta e sulla vicina Svizzera. È un'escursione che regala grandi soddisfazioni e rappresenta una splendida conclusione di una settimana trascorsa tra alcune delle montagne più belle dell'Alto Adige.


Piz Minschuns da Trafoi
verso il Piz Minschuns

Quando visitare la Val Venosta

Da giugno a settembre è il periodo ideale per affrontare i trekking in quota, mentre primavera e autunno sono perfetti per visitare castelli, abbazie e borghi con temperature piacevoli e colori spettacolari. La Val Venosta mi ha sorpreso per la straordinaria varietà di paesaggi, in pochi giorni siamo passati da escursioni impegnative ai piedi dell'Ortles a tranquille passeggiate lungo il Lago di Resia, visitando castelli, monasteri e alcuni dei borghi più belli dell'Alto Adige. È una destinazione che consiglio sia agli appassionati di trekking sia a chi desidera alternare giornate nella natura a visite culturali, costruendo un itinerario completo e mai monotono.


Panorama sull'Ortles da Rifugio Forcola
Panorama sull'Ortles da Rifugio Forcola

Dove dormire in Val Venosta

Per esplorare questa parte dell'Alto Adige consiglio di scegliere una struttura nella zona di Trafoi o Solda. Da qui si raggiungono facilmente molti dei trekking più famosi del Parco Nazionale dello Stelvio e, allo stesso tempo, le principali attrazioni della Val Venosta. Come vi ho già indicato primo, noi abbiamo utilizzato come base per il soggiorno l'Hotel Madatsch a Trafoi, in ottima posizione per intraprendere i quattro trekking che vi ho raccontato e le località che abbiamo visitato.


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