Valle Maira: itinerario di 4 giorni, cosa vedere tra Elva, Chiappera e il Lago Nero
- 20 ore fa
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Aggiornamento: 34 minuti fa
Una valle alternativa, lontana dal turismo di massa rispetto alle più conosciute valli del Trentino o della Valle d'Aosta, dove la quiete e il relax la fanno ancora da padroni. Ci troviamo in valle Maira in Piemonte esattamente nella zona di Cuneo, dove le Alpi separano le Langhe dalla Francia e si gettano poi continuando verso sud fino al Mar Ligure

Si tratta di una valle selvaggia, fatta di piccoli paesi nel fondovalle e di tante borgate ristrutturate nelle valli laterali, trasformate in piccoli relais di lusso per un turismo di elite a caccia di tranquillità, panorami e passeggiate rilassanti in mezzo al verde. La porta d'ingresso è Dronero che si sviluppa in parte ancora verso la pianura e dal quale inizia la strada che si addentra tra il verde dei boschi che, superando Macra, Stroppo, Prazzo e Acceglio raggiunge Chiappera il piccolo e suggestivo borgo dominato dallo scenografico massiccio del Provenzale alla fine della valle.

La Valle Maira era una valle a me sconosciuta, forse perchè un po' scomoda da raggiungere o forse semplicemente perchè poco pubblicizzata e quindi non mi era mai capitato di prenderla in considerazione. Ma dopo questa esperienza credo ne seguiranno sicuramente altre perchè qui c'è da vedere veramente molto e per gli amanti del trekking le passeggiate possibili sono infinite e non basteranno giorni e giorni per poterle esplorare tutte. In questo articolo sulla Valle Maira vi voglio raccontare le cose principali da vedere e da non perdere per un turista che si approccia per la prima volta a queste zone e vi racconterò uno dei trekking più conosciuti: il giro del Lago Nero.

Come muoversi e dove dormire in Valle Maira
Vi lascio prima qualche suggerimento per gli spostamenti in Valle e un consiglio su dove soggiornare: tranne il fondovalle, dove la strada è ampia e comoda, per esplorare le valli laterali munitevi di pazienza perchè le strade sono molto strette e le distanze abbastanza lunghe, spostarsi da un lato all'altro della valle potrebbe richiedere anche oltre un'ora sperando di non incrociare un'altra auto in un punto sbagliato perchè in certe zone due auto non ci passano proprio! Se è la prima volta che esplorate questa valle per avere un'idea generale vi consiglio di fare un giro esplorativo con l'auto in vari punti, un salto ad Elva e uno fino a Chiappera sono d'obbligo! Per gli amanti del trekking invece concentratevi nella zona dove soggiornate per evitare di perdere tanto tempo in auto, ovunque avrete la base troverete sicuramente bellissime passeggiate da fare.

Noi abbiamo soggiornato al Brieis Relais Alpino appena sopra il piccolo borgo di Marmora, che dire: una favola! Un intero borgo completamente ristrutturato in una posizione panoramica sul sottostante vallone di Preit, con vista sul monte Tibert e su Rocca la Meja, composto da 13 camere dislocate nelle varie abitazioni a due piani tutte con caratteristiche diverse, accomunate dalle pareti in sasso e dai soffitti con travi in legno. Ogni abitazione si apre in punti diversi sull'area comune, su di un bellissimo prato e una terrazza panoramica in legno, dove rilassarsi nei comodi lettini al sole, o gustare un aperitivo al tramonto. La vera chicca dell'hotel è l'area Spa ricavata dalle cantine dove si trova la grotta del sale, il bagno turco e un'area relax, appena fuori si trova una vasca idromassaggio con acqua bollente nella quale immergersi ammirando il panorama. Completa il tutto una sauna ricavata da una grossa botte in legno; un'ora ad uso esclusivo per un'esperienza da provare almeno una volta. L'hotel offre per finire anche un ottimo ristorante per la cena con piatti tipici e curati nei dettagli e per la colazione sia dolce che salata per tutti i gusti.

Abbiamo scelto Marmora come base per esplorare la Valle Maira grazie alla sua posizione centrale, ideale per raggiungere sia Elva sia Chiappera e le principali escursioni della valle.
Cosa vedere in Valle Maira in 4 giorni
Il nostro soggiorno in valle Maira è durato 4 notti, nella parte successiva dell'articolo vi racconterò in dettaglio cosa vedere, lasciandovi qualche suggerimento anche su dove mangiare nelle varie giornate:
Giorno 1 - Chiesa di San Peyre, Elva, Fremo Cuncunà
Giorno 2 - Trekking al Lago Nero
Giorno 4 - Piss del Passet, Lago Resile

Giorno 1 - Chiesa di San Peyre, Elva, Fremo Cuncunà
Il primo giorno è dedicato ad una visita al vallone di Elva, uno dei borghi più pubblicizzati della valle, con l'obiettivo di raggiungere uno dei luoghi più instagrammabili della Val Maira, il Fremo Cuncunà. Scendiamo quindi da Marmora e ritornando verso Dronero dopo pochi chilometri a Stroppo imbocchiamo la strada sulla sinistra che inizia subito ad arrampicarsi con ripidi tornanti. Poco dopo Paschero incontriamo uno dei primi punti panoramici: la chiesa di San Peyre.
Chiesa di San Peyre: il balcone panoramico sulla Valle Maira
Il nome "San Peyre" deriva dall'occitano e corrisponde a San Pietro. L'edificio, dalle forme semplici e tipiche dell'architettura alpina, presenta una facciata sobria sormontata da un elegante campanile a vela. Ciò che colpisce maggiormente non è però l'architettura in sé, ma il contesto paesaggistico: attorno alla chiesa si apre un ampio balcone naturale da cui si gode una vista spettacolare sulle montagne della Valle Maira e sui piccoli villaggi disseminati lungo i versanti. La chiesa è circondata da prati verdi che in primavera ed estate si riempiono di fiori, mentre in autunno i colori del bosco rendono il panorama ancora più suggestivo. Nei giorni limpidi l'atmosfera è quasi contemplativa, con il silenzio interrotto soltanto dal vento e dal suono dei campanacci delle mandrie al pascolo. Secondo la tradizione, il sito ha avuto per secoli un'importante funzione religiosa per le comunità montane della zona, diventando un punto di riferimento per processioni e celebrazioni legate alla vita pastorale. Ancora oggi rappresenta una delle testimonianze più caratteristiche della cultura alpina e occitana che caratterizza la Valle Maira.

San Peyre è una tappa perfetta da abbinare al borgo di Elva: infatti proseguendo oltre bastano 15/20 minuti per raggiungerla e ritrovarsi immersi in uno dei panorami più belli dell'intera valle. Elva è un borgo fuori dal tempo fatto di case in sasso portate a nuovo che invita a passeggiare tra le sue vie senza fretta, degne di nota sono il museo dei capelli (Museo di Pels) e la Chiesa di Santa Maria Assunta.
Elva: il borgo dei raccoglitori di capelli e degli affreschi di Hans Clemer
Tra le attrazioni più insolite della Valle Maira, il Museo dei Capelli di Elva racconta una storia sorprendente che pochi conoscono. Per secoli gli abitanti del paese riuscirono a combattere la povertà grazie a un mestiere unico: la raccolta e il commercio dei capelli umani destinati alla produzione di parrucche. I cosiddetti cavié partivano ogni autunno per lunghi viaggi in Francia, Germania e in altre regioni europee, acquistando trecce e ciocche di capelli che venivano poi lavorate dalle donne del paese. All'interno del museo si scopre come questa attività abbia contribuito per decenni all'economia locale, permettendo a molte famiglie di sopravvivere in un ambiente montano difficile. Attraverso fotografie, testimonianze e oggetti d'epoca, il percorso espositivo racconta la vita di una comunità capace di trasformare un'intuizione originale in una vera opportunità di riscatto sociale.

Nel cuore di Elva si trova uno dei più grandi tesori artistici delle Alpi cuneesi. La Chiesa di Santa Maria Assunta, documentata già nel XIV secolo, si presenta all'esterno con forme romanico-gotiche semplici e armoniose, ma è al suo interno che custodisce la vera meraviglia. Il presbiterio è interamente ricoperto da uno straordinario ciclo di affreschi realizzato intorno al 1493 dal pittore fiammingo Hans Clemer, conosciuto come il "Maestro di Elva". Le pareti raccontano episodi della vita della Vergine e dell'infanzia di Cristo, culminando in una monumentale Crocifissione che occupa l'intera parete di fondo e colpisce per la ricchezza dei dettagli e l'intensità espressiva dei personaggi.
Oltre agli affreschi meritano attenzione il portale tardo romanico decorato, il fonte battesimale in pietra scolpita e l'antica acquasantiera del 1463. La visita alla chiesa permette di comprendere come un piccolo borgo alpino sia riuscito a custodire nei secoli un patrimonio artistico di valore straordinario, tanto da rendere Elva una meta imprescindibile per chi visita la Valle Maira.
Dove mangiare ad Elva:
La Locanda di Elva
Per un aperitivo o un pranzo lungo il percorso!

Fremo Cuncunà, lo sperone di roccia più spettacolare della Valle Maira
Per terminare l'esplorazione di questa zona non perdetevi la breve passeggiata in uno dei luoghi più suggestivi e particolari di tutte le Alpi: il Fremo Cuncunà. Si tratta di una formazione rocciosa che si sporge nel vuoto su uno strapiombo di centinaia di metri con una vista mozzafiato sulla valle che si apre sotto e sui grossi faraglioni che si trovano a fianco. Da qui lo sguardo spazia sulle principali cime della zona, tra cui il Chersogno, il Pelvo d'Elva e la Rocca La Marchisa, mentre sotto si apre l'impressionante orrido scavato nei secoli dall'acqua. A prima vista sembra semplicemente uno sperone di roccia sospeso nel vuoto, ma in realtà il suo nome racconta una storia curiosa: in lingua occitana "Fremo Cuncunà" significa infatti "donna accovacciata". Osservando l'insieme delle rocce dal Vallone di Elva si può infatti riconoscere la sagoma di una figura femminile chinata. Per raggiungerlo dovete ritornare da Elva verso Stroppo, a circa metà del percorso, nei pressi del Rifugio Escursionistico "La Sousto dal Col" attualmente chiuso perchè in ristrutturazione, potete lasciare l'auto e imboccare un sentiero che scende sulla destra in mezzo al bosco che in circa 15 minuti vi porterà a destinazione.

Giorno 2 - Trekking al Lago Nero
Non c'è montagna senza una giornata di trekking, così il secondo giorno è dedicato ad un giro ad anello tra i più famosi nella valle Maira, il giro del Lago Nero. Il percorso parte poco oltre Preit l'ultimo paese che si incontra risalendo da Ponte Marmora lungo la strada che conduce al Colle del Preit. Qui potete lasciare l'auto nei comodi parcheggi che troverete presso la baita Grange Selvest e imboccare il sentiero che parte appena dopo il ponte sul torrente. E' un percorso ad anello per cui potete decidere di farlo in entrambi i sensi, io ho optato per il giro in senso antiorario e, ad esperienza fatta, devo dire che è stata un'ottima scelta in quanto la salita, seppur più faticosa perchè più breve e più ripida, regala bellissimi panorami aperti sul colle del Preit e su Rocca la Meja.

La prima parte del percorso si sviluppa in mezzo al bosco per poi sbucare nei pressi della Grange Culausa su verdi prati che all'inizio dell'estate sono costellati da una miriade di fiori colorati. Il sentiero, che fino a questo punto era una comoda strada sterrata, si fa più stretto e ripido e tende a salire sempre più decisamente di quota andando ad inserirsi in un ambiente di più alta montagna fatto di sassi e rocce. Dopo circa un'ora e trenta minuti di salita si raggiunge il Colletto a quota 2300 metri, nel punto in cui il panorama si apre maestoso sul vallone del Preit e su Rocca la Meja. Da questo punto una breve discesa di 10 minuti conduce al lago Nero, prima di arrivarci però il meritato premio è la vista sulla sinistra dell'inconfondibile sagoma del Monviso.

Il lago appare poco più avanti dall'alto quasi all'improvviso, circondato dalle vette che si specchiano nelle sue acque che a seconda della posizione assumono colori differenti, dal blu al verde smeraldo. E' un luogo che invita a fermarsi un attimo ad osservare e ad ascoltare i rumori della montagna, il vento tra le foglie, il ronzio delle api e il rumore degli schizzi d'acqua creato dai pesci che saltano. La meritata ricompensa per la fatica fatta per arrivare fino qui. Costeggiando il lago sulla sinistra si intraprende poi il sentiero che permette di ridiscendere al punto di partenza. Segnalo che lungo l'itinerario non ci sono rifugi per cui prevedete di portare con voi tutto il necessario per la giornata. Nell'articolo che dedicherò al trekking al Lago Nero troverete una descrizione più dettagliata del percorso e tutte le caratteristiche della salita.

Giorno 3 - Chiappera e il Provenzale, Cascate di Stroppia
Dopo una giornata di trekking impegnativa, ci vuole una giornata di "scarico", così il terzo giorno è dedicato alla visita della parte terminale della valle con il borgo di Chiappera dominato dall'imponente massiccio del Provenzale e la salita alla base delle cascate di Stroppia, che ho scoperto essere le cascate più alte d'Italia.

Chiappera e la Rocca Provenzale: il borgo simbolo della Valle Maira
Tra i luoghi che più mi hanno colpito durante questo viaggio in Valle Maira c'è senza dubbio Chiappera, un piccolo borgo alpino situato ai piedi della maestosa Rocca Provenzale. Circondato da prati, pascoli e imponenti pareti rocciose, questo angolo di montagna conserva ancora un'atmosfera autentica e tranquilla, lontana dal turismo di massa, nella breve passeggiata tra le poche case in pietra si ha la sensazione che il tempo scorra più lentamente. Qui lo sguardo viene inevitabilmente catturato dalla Rocca Provenzale, una spettacolare montagna dalla caratteristica forma slanciata che domina l'intero vallone. Con i suoi oltre 2.400 metri di altitudine, rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della Valle Maira e una meta molto amata dagli escursionisti e dagli appassionati di arrampicata.

Poco oltre Chiappera, esattamente nei pressi del Rifugio Campo Base, partono numerosi sentieri che conducono verso alcune delle meraviglie naturali della valle, tra cui le Cascate di Stroppia e i laghi d'alta quota. Anche senza affrontare lunghe escursioni, vi consiglio di arrivare fino al rifugio, raggiungibile in auto, dove vi potrete fermare per un aperitivo o un pranzo ammirando le montagne che sembrano chiudere l'orizzonte creando uno scenario davvero spettacolare. Sedersi qui per qualche minuto ad ammirare la Rocca Provenzale illuminata dal sole è uno di quei momenti che restano impressi nella memoria e che raccontano perfettamente l'essenza della Valle Maira: una montagna autentica, selvaggia e ancora capace di sorprendere

Le cascate di Stroppia, il salto più alto d'Italia
Dal Rifugio Campo Base con una passeggiata di circa 30 minuti si raggiunge la base delle Cascate di Stroppia, se siete arrivati fino qui, vale la pena fare ancora questa piccola fatica per ammirare uno spettacolo veramente impressionante. Considerate tra le più alte d'Italia, queste imponenti cascate si formano quando le acque provenienti dall'altopiano sospeso delle Sorgenti di Stroppia precipitano per cinquecento metri lungo le pareti rocciose, creando una scenografia naturale davvero impressionante. Il sentiero inizialmente non è ripido, lo diventa solo nella parte più vicina alle cascate quando avvicinandosi sempre di più si percepisce tutta la forza di questo spettacolo naturale. In primavera e all'inizio dell'estate, quando lo scioglimento delle nevi alimenta il torrente, le cascate raggiungono la loro massima portata e offrono uno scenario ancora più suggestivo. Camminare sul sentiero con da una parte il massiccio del Provenzale e dall'altra l'imponente salto delle Cascate di Stroppia vale la strada fatta per arrivare fino sul fondo della Val Maira.

Giorno 4 - Piss del Passet, Lago Resile
Per l'ultima giornata in Valle Maira decidiamo di rimanere vicino al luogo del nostro soggiorno per non fare troppi chilometri in auto prima di intraprendere il viaggio di ritorno, così scegliamo due mete poco conosciute e quindi, se possibile, ancora meno frequentate di quelle che vi ho già raccontato: si tratta del lago Resile e del Pis del Passet.
Lago Resile, il lago smeraldo della Val Maira
Raggiungere il Lago Resile è già di per se un'avventura: dal Brieis si scende verso Marmora e si imbocca la strada sulla sinistra che conduce al Colle della Fauniera. La strada si fa subito molto stretta e in forte pendenza, due macchine qui non ci passano proprio! per fortuna non è per nulla trafficata e nelle prime ore del mattino difficilmente si incontrano auto che scendono dal colle, solo qualche ciclista che si è avventurato fin qui per emulare le orme di Pantani che qui diede spettacolo in un giro d'Italia di un po' di anni fa. Dopo un'emozionante salita di una buona mezz'ora raggiungiamo il parcheggio del lago e intraprendiamo il sentiero in discesa che in una decina di minuti ci porta sulle sue sponde. Il lago occupa una conca attorniata da una parte da un fitto bosco e dall'altra da verdi campi fioriti, qui vi potrete fermare sdraiandovi sull'erba ad ammirare i colori dell'acqua che grazie all'ambiente circostante assumono un colore verde smeraldo intenso.

Pis del Passet, la cascata nascosta della Val Maira
Scendendo dal Lago Resile riprendiamo la strada che passando per Canosio porta al Colle del Preit e ci fermiamo nel parcheggio della Baita Grange Selvest, ricordate? quello della partenza del giro al Lago Nero! Da qui si raggiunge uno dei luoghi che più mi ha impressionato di tutti questi giorni: il Pis del Passet. Non troverete nessuna indicazione nei cartelli segnaletici per raggiungere il sentiero che vi condurrà alla cascata. Dal parcheggio continuate sulla strada asfaltata che sale al colle del Preit, al primo tornante un cartello con scritto "sentiero" vi indicherà la strada. Continuate dritto lungo il sentiero che costeggia il torrente, in 10/15 minuti di cammino arriverete in un luogo magico, la cascata vi apparirà quasi improvvisamente dopo essere stata annunciata dal fragore delle acque che si gettano nel laghetto formatosi in mezzo alle rocce. Vi potrete avvicinare fino al bordo del lago saltando da una roccia all'altra godendo dell'aria fresca che si alza spostata dall'enorme balzo dell'acqua, mentre gli spruzzi che si generano vi raggiungeranno fino sul viso. Se fossi stato catapultato qui senza sapere la strada fatta avrei certamente detto di essere finito in un paese tropicale! La degna fine di un viaggio in Valle Maira, una delle valli meno turistiche che mi è capitato di visitare.
Dove mangiare nei pressi del Pis del Passet: a Marmora all'Albergo diffuso Ceaglio, nella suggestiva piazzetta del borgo tra le antiche abitazioni portate a nuovo.

Conclusioni
Quattro giorni in Valle Maira sono sufficienti per avere un'idea generale delle caratteristiche della valle e delle opportunità che offre, giorni che mi hanno permesso di capire che le escursioni che si possono fare sono veramente tante. Si tratta di una valle adatta a due tipologie di turismo, a chi cerca relax senza fare lunghe camminate godendosi i panorami nei tanti alberghi diffusi disseminati in ogni dove, ma anche agli amanti del trekking che vogliono scoprire sentieri solitari lontani dal caos delle mete più conosciute.
Dove dormire in Valle Maira
Durante il nostro soggiorno abbiamo scelto il Brieis Relais Alpino di Marmora, una struttura diffusa ricavata da un antico borgo in pietra con spa panoramica, ristorante e una posizione ideale per esplorare la valle.
E voi conoscevate questa valle? cosa vi è piaciuto di più se l'avete già visitata?
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