Milos, l'isola dai mille colori, cosa vedere in 5 giorni
- Fabio

- 28 set 2020
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 2 ore fa
Vi è mai capitato di trovarvi in una spiaggia con alle spalle pareti di roccia dagli infiniti colori? a Milos questo è possibile, se vorrete continuare la lettura, in questo articolo vi porterò alla scoperta di questo paradiso delle Cicladi raccontandovi cosa è possibile vedere in 5 giorni di soggiorno. A noi è bastata un’immagine vista per caso a convincerci a scegliere Milos come destinazione delle nostre vacanze settembrine, quelle vacanze che chiudono l’estate e caricano per l’inverno.

Come arrivare a Milos
Il nostro viaggio è iniziato a Santorini, scalo tecnico necessario per accedere a Milos, ma anche buona occasione per trascorrere qualche ora in uno dei luoghi più belli che abbiamo visitato. Da qui il viaggio in traghetto verso la nostra destinazione è stato decisamente rapido; infatti, dopo una breve sosta a Folegandros, nell’arco di un paio d’ore siamo approdati ad Adamas, porto commerciale e ridente cittadina costiera. Dopo il ritiro dell'auto ci siamo subito diretti verso la nostra destinazione finale: Pollonia.
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Dove soggiornare a Milos
Il nostro albergo il Glaronisia Hotel, era situato a Pollonia, a Nord dell’isola, ed è stato un ottima scelta sia per la tranquillità che lo caratterizzava, sia per i magnifici tramonti che ci ha regalato. L'unico neo che devo segnalare è la posizione sull'isola, un poco decentrata verso la zona nord, una sistemazione verso Adamas è sicuramente migliore per gli spostamenti essendo al centro dell'isola: qui potete valutare il Santa Maria Village Resort & Spa con una bellissima vista sul golfo di Adamas. Per entrambi potete verificare disponibilità e prezzi su Booking.com


Cosa vedere a Milos in 5 giorni
Milos conta ben 75 spiagge, che con i loro colori accesi e gli scogli levigati da un mare dai colori cangianti, ci ha sin da subito infuso un’energia e una voglia di scoprire che sono durati per tutta la nostra permanenza. Abbiamo così gustato alcune delle spiagge più famose (Firiplaka, Paleochori, Agia Kiriaki, Tsigrado, Plathiena e Gerontas) e ammirato quelle meno note (Fatourena, Tria Pigadia, Kastanas, Kolimpisionas).

La più scenografica di tutte è sicuramente Firiplaka, una di quelle spiagge che raccontano Milos senza bisogno di troppe parole. Una mezzaluna di sabbia chiara e ciottoli finissimi si apre ai piedi di una falesia vulcanica striata di rosso, ocra e bianco, modellata dal vento e dal tempo. Il mare qui cambia colore a ogni ora del giorno: al mattino è trasparente e quieto, ideale per nuotare, mentre con la luce del pomeriggio si accende di sfumature turchesi e smeraldo. Firiplaka è facile da raggiungere eppure conserva un’atmosfera rilassata, mai caotica, perfetta per chi cerca una spiaggia scenografica senza rinunciare alla tranquillità. Qualche ombrellone, una piccola taverna informale e tanto spazio per stendere l’asciugamano: il resto lo fa il paesaggio, uno dei più riconoscibili dell’isola di Milos.

Abbiamo esplorato anche zone impervie, originate da violenti sconvolgimenti, come la grotta marina semi-crollata di Sikia, o gli anfratti nascosti di Kleftiko che si possono raggiungere anche con una gita in barca della durata di una giornata.
Sikia è una spiaggia selvaggia e silenziosa, nascosta sulla costa meridionale di Milos, dove la natura è rimasta protagonista. La sua particolarità è una grande grotta crollata che si apre verso il cielo, creando una sorta di anfiteatro naturale scavato nella roccia. Qui il mare entra lentamente, riflettendo la luce sulle pareti chiare e creando un’atmosfera quasi irreale. Raggiungerla richiede un breve sentiero e un po’ di attenzione, ma è proprio questo a preservarne il fascino: niente stabilimenti, niente musica, solo il rumore dell’acqua e del vento. Sikia è perfetta per chi cerca il volto più autentico e meno frequentato dell’isola di Milos.

Kleftiko è il simbolo più iconico e spettacolare di Milos, un labirinto di archi naturali, grotte marine e scogli bianchi scolpiti dal mare. Un tempo rifugio dei pirati, oggi è raggiungibile quasi esclusivamente in barca, e l’arrivo è già di per sé un’esperienza. L’acqua qui è di una trasparenza sorprendente, ideale per nuotare tra le cavità rocciose e fare snorkeling in un paesaggio che sembra fuori dal tempo. Kleftiko non è una spiaggia tradizionale, ma un susseguirsi di insenature e passaggi marini che raccontano la natura vulcanica di Milos in modo potente e scenografico.

Poi ci sono le morbide scogliere di Sarakiniko o ancora le tre caverne sottomarine, incassate in alte scogliere, di Papafrangas.
Sarakiniko è il volto più sorprendente e fotografato di Milos, un paesaggio lunare scolpito dal vento e dal mare. Le rocce bianchissime, levigate come gesso, creano curve morbide e insenature che contrastano con l’azzurro intenso dell’acqua. Non è una spiaggia tradizionale, ma un insieme di piattaforme naturali da cui tuffarsi o scendere in mare con cautela. Nelle ore centrali della giornata è molto frequentata, ma all’alba o nel tardo pomeriggio regala momenti quasi surreali, quando la luce enfatizza le forme della roccia e il silenzio torna protagonista. Sarakiniko è uno di quei luoghi che rendono immediatamente riconoscibile l’isola di Milos.

Papafragas (o Papafrangas) è una stretta insenatura incastonata tra alte pareti rocciose sulla costa settentrionale di Milos. Si raggiunge scendendo una scala scavata nella roccia, che conduce a un piccolo specchio d’acqua color smeraldo, chiuso come una piscina naturale. Le grotte marine che si aprono lungo la costa rendono questo luogo particolarmente suggestivo, soprattutto quando il mare è calmo e la luce filtra dall’alto. È una spiaggia minuscola e molto scenografica, da visitare preferibilmente al mattino presto o fuori stagione, per coglierne l’atmosfera intima e quasi segreta.

Milos non è solo una meraviglia per gli amanti della natura e delle sue infinite varianti, ma è anche una splendida tela sulla quale la mano dell’uomo ha dato un ultimo tocco di pennello, posando sulle sue rocce pittoreschi paeselli. Plaka, con i suoi vicoli bianchi che si arrampicano su pendii scoscesi; Firopotamos, con la sua languida spiaggia; Klima, con le sue colorate syrme (rimesse per le barche, molte delle quali oggi sono studios); Adamas, con le sue vivaci taverne; Pollonia, con i suoi imperdibili tramonti; Emporios e Zefira con la loro atmosfera fuori dal tempo. Non dimentichiamo, poi, le innumerevoli chiesette, alcune delle quali costruite in zone del tutto impensabili e il sorprendente monastero di San Giovanni (Agios Ioannis), il più antico e venerato.

Ci sono poi le antiche miniere che emanano ancora il loro tipico odore di zolfo, che affascinano e allo stesso tempo intristiscono per il loro stato di abbandono. Le antiche miniere di Milos raccontano un volto meno immediato ma fondamentale dell’isola, legato alla sua natura vulcanica e alla vita quotidiana dei suoi abitanti. Per secoli da qui sono stati estratti minerali come ossidiana, bentonite e perlite, materiali che hanno segnato l’economia locale e lasciato tracce evidenti nel paesaggio. Si incontrano gallerie abbandonate, strutture in rovina e binari che sembrano sospesi nel tempo, affacciati su un mare di un azzurro incredibile. Visitare le miniere di Milos significa uscire dai percorsi più battuti e scoprire un’isola fatta anche di lavoro, fatica e memoria, dove la bellezza naturale convive con i segni della storia industriale.

In realtà l’isola nasconde tante altre perle, che cinque giorni pieni di permanenza fanno solo scorgere, quali spiagge raggiungibili solo in barca o antiche opere dell’uomo come per esempio le catacombe e le rovine del sito archeologico che ha dato alla luce la famosa Venere, ma il nostro tempo è scaduto! E per terminare questo itinerario eccoci ancora in viaggio per l’ultima tappa della nostra vacanza: Mykonos, dove trascorreremo l'ultima notte prima di riprendere il volo verso casa. Quale altra destinazione potevamo scegliere per caricarci adeguatamente se non l’isola della gioia di vivere, dell’energia e dei colori bellissimi? Così l’ultimo giorno lo abbiamo trascorso passeggiando tra vicoli bianchi, tanto intricati da sembrare un labirinto concludendolo con un caldo tramonto seduti ai piedi di imperituri mulini..

Conclusioni
Tre isole, tre mondi differenti, Santorini con la sua caldera e i suoi paesini a strapiombo sul mare, Mykonos con la frenesia della sua vita notturna e Milos con la pace e il silenzio dei suoi piccoli borghi. Tutti da visitare, tutti da apprezzare per le loro diversità.
Se vuoi un approfondimento su alcuni punti che ho trattato in questo articolo puoi cliccare su: La costa Ovest di Milos
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