Itinerario lungo la Riviera di Ulisse: cosa vedere in 7 giorni tra borghi, mare e storia
Aggiornamento: 14 ore fa
Sette giorni intensi, tra laghi, palazzi, siti archeologici e meravigliosi panorami sul mare: sono i giorni che vi voglio raccontare in questo articolo relativo al nostro ultimo viaggio nel centro Italia. Con base all'agriturismo Zefiro, poco distante da Fondi, in questo itinerario abbiamo avuto la possibilità di ammirare scenografici borghi della Riviera di Ulisse affacciati sul mare come Sperlonga e Gaeta, di visitare il sito archeologico della Villa di Tiberio e il tempio di Giove Anxur fino ad arrivare più nell'interno al maestoso convento di Montecassino e al piccolo borgo di Isola del Liri con la sua possente cascata che cade nel centro del paese. Tutto questo impreziosito dai due giorni di viaggio che abbiamo sfruttato per un paio di tappe intermedie, fermandoci in andata a Caprarola per visitare l'immenso Palazzo Farnese e al ritorno nei pressi di Sermoneta per una meravigliosa passeggiata ai Giardini di Ninfa.

Un viaggio intenso, che ci ha regalato nuove conoscenze grazie alle visite guidate nei vari siti, durante il quale siamo anche riusciti a scoprire una piccola chicca nel mezzo del mare di fronte al promontorio del Circeo: l'isola di Ponza.
Eccovi di seguito il dettaglio delle giornate con i luoghi della visita.
Itinerario nella Riviera di Ulisse in breve
Giorno 4 - Borgo di Terracina e Abbazia di Fossanova
Giorno 7 - Giardini di Ninfa
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Giorno 1 - Lago Trasimeno, Castiglione del Lago, Caprarola
Adagiato sulla sponda occidentale del Lago Trasimeno, Castiglione del Lago può essere utilizzato come base intermedia per un viaggio verso il centro sud Italia grazie alla sua posizione non lontana dall’autostrada. Si tratta di uno dei borghi più belli d’Italia arroccato a strapiombo sul lago, nel quale potrete passeggiare tra le sue viuzze caratteristiche che vi condurranno fino all’estremità del paese dove sorge l’imponente Rocca del Leone e il Palazzo della Corgna entrambi visitabili a pagamento con l’acquisto di un unico biglietto.

Il Palazzo della Corgna, è un’elegante residenza rinascimentale voluta da Ascanio della Corgna nel XVI secolo, colpisce soprattutto per i suoi splendidi ambienti affrescati. Le sale interne sono decorate con importanti cicli pittorici che raccontano episodi mitologici e celebrano le imprese e la figura del condottiero Ascanio della Corgna. All’interno del palazzo potrete scoprire il volto più raffinato e sorprendente del borgo, lontano dalla semplice passeggiata tra le sue vie.

Dal palazzo, attraverso uno scenografico camminamento all’interno delle mura, si può raggiungere la Rocca del Leone, la possente fortificazione che domina il lago. Costruita nel XIII secolo su una precedente struttura difensiva, deve il suo nome alla particolare forma della cinta muraria, che ricorda la sagoma di un leone. La rocca conserva ancora le sue mura, le torri e il caratteristico camminamento di ronda, dal quale si aprono splendide viste panoramiche sul Lago Trasimeno e sulle colline umbre. Passeggiare lungo le antiche mura, con il lago che si estende davanti agli occhi, è probabilmente uno dei momenti più belli della visita a Castiglione del Lago.
A seconda dell’orario di arrivo vi potreste godere anche un pranzo o prima della vista o dopo, nella zona bassa del borgo nei caratteristici ristoranti nati a ridosso del lago. Noi ci siamo fermati al Ristorante Lido Solitaria che propone piatti di lago alternati a qualche fresca insalata di stagione.
Il tutto richiede circa 3 ore compresa la visita e il pranzo.
Proseguendo verso sud dopo ancora 2 ore circa di viaggio arriviamo a Caprarola che abbiamo scelto come base per questo primo pernottamento.
Dove dormire a Caprarola
Per questa prima notte abbiamo deciso di soggiornare ai piedi di Palazzo Farnese per essere pronti la mattina successiva alla sua visita, così abbiamo prenotato tramite Booking il B&B La Rocca. Una struttura di poche camere gestita a livello famigliare proprio di fianco al Palazzo, ideale per vivere anche il piccolo borgo di Caprarola la sera. Le camere semplici e pulite hanno alcune la vista direttamente su Palazzo Farnese mentre alcune, come la nostra, hanno la vista sul lato opposto verso la scenografica chiesa di Santa Teresa.
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Giorno 2 - Caprarola - Palazzo Farnese - Lago di Vico - Sperlonga
Dedichiamo l’intera mattina alla visita del Palazzo Farnese, uno dei palazzi più imponenti e spettacolari che mi sia capitato di visitare. La sua grandiosa facciata domina dall’alto il piccolo borgo di Caprarola e la grande piazza sottostante che prelude alla scenografia scalinata che porta all’ingresso principale. La costruzione dí questo straordinario palazzo rinascimentale italiano fu voluta dal cardinale Alessandro Farnese, il futuro papa Paolo III, e iniziò come una vera e propria fortezza progettata da Antonio da Sangallo il Giovane.
Quando Alessandro Farnese il Giovane divenne cardinale, nel XVI secolo, il progetto venne trasformato in una sontuosa residenza di rappresentanza e affidato all’architetto Vignola, che ne fece uno dei massimi esempi dell’architettura rinascimentale italiana.

Cosa vedere a Palazzo Farnese
La visita è un vero viaggio nel Rinascimento: il palazzo custodisce sale affrescate, eleganti logge e ambienti riccamente decorati, tra cui spicca la celebre Scala Regia, una scenografica scala elicoidale decorata con affreschi e colonne. Da non perdere anche la Sala del Mappamondo, con le grandi rappresentazioni geografiche del mondo conosciuto nel Cinquecento, e la Sala degli Angeli. Al termine della visita si possono raggiungere i giardini all’italiana, collegati al palazzo attraverso una serie di terrazzamenti e fontane. In questa zona potrete così camminare all’ombra di imponenti alberi secolari fino a giungere nel punto più alto del parco dove sorge il casino di caccia e la parte più scenografica dei giardini con decine di fontane e enormi statue che cingono i lati del parco. È proprio l’insieme tra architettura, affreschi, giardini e posizione panoramica a rendere Palazzo Farnese una delle tappe più affascinanti da inserire in un itinerario in questa parte d’Italia.
La visita di Palazzo Farnese e dei suoi giardini richiede circa 3 ore.

Per il pranzo ci spostiamo al vicino lago di Vico, un’oasi verde formatasi all’interno di un vecchio cratere vulcanico, una zona tranquilla dove soffermarsi ad ammirare la natura e le placide acque del lago. Pranziamo al ristorante La Bella Venere e proseguiamo poi verso la nostra tappa successiva di Sperlonga che richiede ancora circa 2 ore e mezza.
Sperlonga sarà la base per le prossime cinque notti e il punto di partenza per esplorare in lungo e in largo le meraviglie della Riviera di Ulisse.

Una volta arrivati, avendo ancora qualche ora a disposizione decidiamo di dedicarle al primo tramonto sul mare in questo delizioso borgo dalle casette bianche che sembra ricordare gli stretti vicoli di Santorini. Il punto più adatto per ammirare il sole che si tuffa in mare è la zona nei pressi della Torre Truglia dove si sviluppa anche una bella passeggiata con vista su tutta la zona delle spiagge che culmina in lontananza con il promontorio del Circeo.
Dopo il tramonto non perdetevi la passeggiata tra le vie in salita che vi condurrà fino alla parte più alta del borgo e alla piazzetta principale con negozi bar e ristoranti dove cenare immersi in un’atmosfera vacanziera. Per la cena vi consiglio di fermarvi nella piazzetta dove gustare un piatto di spaghetti cacio e pepe al Bar ristorante La Piazzetta

Il nostro soggiorno a Sperlonga: Agriturismo Zefiro
Questa volta abbiamo deciso di soggiornare in agriturismo, e abbiamo scelto una zona a qualche chilometro dal mare per rimanere immersi nel verde della campagna. L'Agriturismo Zefiro si trova lungo la strada che collega Sperlonga a Fondi in una zona ricca di coltivazioni di ortaggi e frutta. Dispone di comodi appartamenti affacciati su di un curato giardino, ognuno dei quali con terrazza o patio esterno dove riposarsi dopo le giornate di visita o cenare sotto le stelle. Ottima la colazione servita all'aperto con prodotti fatti in casa e torte diverse ogni giorno, mentre se volete provare un'esperienza particolare vi consiglio di fermarvi una sera per un'apericena con focacce, bruschette, olive di Itri, taralli e un primo piatto con pasta fatta in casa.
Comodissima poi la posizione per esplorare la Riviera di Ulisse.
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Giorno 3 - visita di Gaeta e grotta di Tiberio a Sperlonga
La terza giornata è dedicata ai due borghi affacciati sul mare simbolo della Riviera di Ulisse, Gaeta e Sperlonga. Due delle meraviglie da non perdere a Gaeta si trovano sul promontorio alle spalle del borgo antico: la Grotta del Turco e la Montagna Spaccata. Si trovano entrambe vicino al Santuario della Santissima Trinità che si può raggiungere a piedi dal centro del paese o in auto che dovrete lasciare in un paio di parcheggi poco distanti dalla cima. Entrambe molto scenografiche sono due spaccature della montagna in una delle quali si è formata una grotta con acque che assumono un colore blu intenso, alla base della quale è possibile scendere attraverso una scalinata di 275 gradini.

Scendendo invece nella seconda spettacolare fenditura della Montagna Spaccata si incontra uno dei punti più curiosi e leggendari del luogo: la mano del Turco. Secondo la tradizione, un marinaio turco, non credendo al miracolo della roccia che si era aperta alla morte di Cristo, appoggiò la mano sulla parete e questa si sarebbe impressa nella pietra. Ancora oggi è possibile vedere quella che la leggenda indica come l’impronta della mano, diventata una delle piccole curiosità da cercare durante la visita. Un luogo suggestivo, dove la bellezza della natura si mescola ancora una volta alle antiche storie e leggende di Gaeta.

Dopo la visita non mancate una passeggiata nel borgo antico di Gaeta tra il lungomare e le vie interne. Potrete così incontrare il Duomo di Gaeta, dedicato ai Santi Erasmo e Marciano, e il Castello Angioino-Aragonese, che domina la città dall’alto. Molto particolare è anche la Chiesa di San Giovanni a Mare.
Per il pranzo vi potrete fermare nei pressi del porto al ristorante Calpurnio per un buon piatto di spaghetti alle vongole.

Rientrando da Gaeta verso Sperlonga merita una sosta il sito archeologico della Villa e della Grotta di Tiberio posizionato all’estremo opposto della spiaggia che termina al borgo antico di Sperlonga. Affacciati direttamente sul mare, si trovano i resti della Villa di Tiberio, una sontuosa residenza imperiale che l’imperatore utilizzava probabilmente come luogo di soggiorno e villeggiatura. Il complesso si sviluppava lungo la costa e comprendeva ambienti residenziali, terrazze e una grande peschiera. Il luogo più suggestivo è senza dubbio la Grotta di Tiberio, una cavità naturale che venne trasformata in un raffinato ninfeo per i banchetti dell’imperatore. Al centro della grotta si trovava una piscina circondata dall’acqua, decorata con splendidi gruppi scultorei ispirati alle avventure di Ulisse, che oggi troverete conservati nel sovrastante Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga. Visitare questo luogo permette di unire la bellezza del paesaggio della Riviera di Ulisse alla storia dell’antica Roma, proprio dove l’imperatore Tiberio amava trascorrere parte del suo tempo.
Rientrati in agriturismo approfittiamo della bella serata per una tranquilla apericena sotto le stelle.

Giorno 4 - Borgo di Terracina e Abbazia di Fossanova
Tempio di Giove Anxur e borgo di Terracina
Poco distante da Sperlonga in direzione nord, Terracina è una rinomata località balneare con alle spalle un delizioso borgo antico dominato dall'alto dalle immense arcate del tempio di Giove Anxur. Noi abbiamo dedicato la prima parte della mattinata alla visita del tempio per sfruttare le ore più fresche della giornata, per poi scendere nel borgo e fare una breve passeggiata fino a giungere nella scenografica piazza principale.
Il luogo che più di ogni altro racconta il passato della città è proprio il Tempio di Giove Anxur, che domina Terracina dalla cima del Monte Sant'Angelo. Il complesso monumentale, realizzato in epoca romana nel II secolo a.C., era dedicato a Giove Anxur, la divinità venerata nell'antica Terracina. Quello che vediamo oggi sono le imponenti strutture delle terrazze con le sue arcate sotto le quali è possibile passeggiare e i resti del santuario. Ma è soprattutto la sua posizione a lasciare senza parole, dalle terrazze del tempio lo sguardo si perde sul Golfo di Terracina fino al promontorio del Circeo, sulla lunga costa laziale e, quando la visibilità è buona, arriva fino alle isole Pontine. È uno di quei luoghi in cui vale la pena fermarsi non soltanto per ammirare le testimonianze archeologiche, ma anche per godersi il panorama.

Scendendo verso la città si raggiunge invece il centro storico di Terracina, costruito in parte sull'antica città romana. Il cuore del borgo è la Piazza del Municipio, una delle piazze più suggestive della città, dove sono ancora ben visibili importanti testimonianze dell'epoca romana. Qui passa infatti un tratto dell'antica Via Appia, la grande strada romana che collegava Roma con il sud della penisola, mentre poco distante si trova il Duomo di San Cesareo, costruito su preesistenti strutture romane e medievali. Meritano una passeggiata anche le stradine del centro, tra palazzi storici, piccole piazze e scorci che si aprono improvvisamente verso il mare. Terracina è quindi una tappa particolarmente interessante perché permette di incontrare, nello spazio di poche ore, archeologia romana, atmosfera medievale e paesaggi mediterranei, tutti elementi che caratterizzano così bene questo tratto della Riviera di Ulisse.

Abbazia di Fossanova
Da Terracina il trasferimento verso Fossanova richiede circa 30 minuti. L'Abbazia di Fossanova, nel territorio di Priverno, è sicuramente una tappa che merita una deviazione nell'entroterra della Riviera di Ulisse, essendo considerata uno dei più importanti esempi di architettura gotico-cistercense in Italia. La sua costruzione iniziò nel XII secolo sui resti di un precedente monastero benedettino e fu completata nel XIII secolo dai monaci cistercensi. Già arrivando nel piccolo borgo di Fossanova si percepisce l'atmosfera particolare del luogo: l'abbazia emerge imponente tra le antiche case in pietra e il verde della campagna circostante.

La chiesa, dedicata a Santa Maria Annunziata, colpisce per la sua architettura austera ed elegante, caratterizzata da grandi archi a sesto acuto, volte ogivali e una straordinaria semplicità decorativa, tipica dello stile cistercense. All'interno meritano attenzione il grande rosone, il presbiterio e le alte navate, dove la luce che entra dalle finestre crea un'atmosfera molto suggestiva. Accanto alla chiesa si sviluppano gli altri ambienti del complesso monastico, tra cui il chiostro, il refettorio e la sala capitolare. L'abbazia è legata anche alla figura di San Tommaso d'Aquino, che qui trascorse gli ultimi giorni della sua vita e morì nel 1274. Oltre alla visita della chiesa a Fossanova è possibile passeggiare oggi tra le vie dell'antico borgo e fermarsi per un pranzo in uno dei ristoranti all'interno delle mura.

Vi consiglio il Welcome Reception System, un locale caratteristico ricavato all’interno di un’antica scuderia, un tempo adibita al ricovero di cavalli da lavoro, dove troverete ancora intatta la mangiatoia ed il pavimento. Qui proverete una vera e propria esperienza culinaria culturale grazie a una cucina tipica, semplice, fatta di prodotti locali e toni fantasiosi per piatti più ricercati.
Giorno 5 - Abbazia di Montecassino e Borgo di Isola del Liri
Questa quinta giornata la dedichiamo ad una zona nel cuore dell'Italia nel sud della provincia di Frosinone che si raggiunge in circa 1 ora e mezza dalla costa tirrenica. Essendo in zona non potevamo non visitare uno dei siti benedettini più importanti d'Italia e il santuario che è risorto per ben quattro volte dopo essere stato raso al suolo da guerre e terremoti. A questo abbiamo aggiunto una piccola chicca con la visita alla cascata del borgo di Isola del Liri.

Montecassino e l'Abbazia di San Benedetto
Sulla cima del Monte Cassino, a oltre 500 metri di altezza, a dominare la valle sottostante, si trova uno dei luoghi più importanti della storia religiosa e culturale italiana: l'Abbazia di Montecassino. Fu fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia, che proprio qui scrisse la celebre Regola, destinata a diventare uno dei fondamenti della vita monastica occidentale. Nel corso dei secoli questa imponente struttura venne più volte distrutta e ricostruita a causa di terremoti, guerre e incursioni, fino alla drammatica distruzione durante la seconda guerra mondiale, nel 1944. Quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti, venne ricostruita fedelmente nel dopoguerra, tanto da essere oggi nuovamente uno dei grandi simboli di Montecassino.

L’abbazia può essere vista sia individualmente che con visite guidate, io vi consiglio vivamente la visita guidata perchè vi da la possibilità di entrare nel cuore del complesso in ambienti che altrimenti non sarebbero visitabili. I principali punti di interesse sono il monumentale ingresso, i chiostri e gli eleganti ambienti interni, riccamente decorati. Particolarmente suggestivi sono il Chiostro del Bramante, il Chiostro dei Benefattori e la basilica, con i suoi marmi, gli affreschi e le decorazioni barocche. All'interno si trova anche la cripta, dove sono custodite le tombe di San Benedetto e di Santa Scolastica.

Da non perdere inoltre il Museo dell'Abbazia, che conserva opere d'arte, manoscritti e preziose testimonianze della lunga storia del monastero. Una volta terminata la visita, vale la pena soffermarsi sul panorama che si gode dalla terrazza: la vista spazia sulla valle del Liri e sul paesaggio circostante. Prima di ridiscendere vi consiglio anche una deviazione verso il cimitero polacco dal quale si ha una prospettiva più ampia sull'intera abbazia, se poi avrete voglia di salire fino in cima dove si trova l'obelisco avrete una visione magnifica a 360 gradi su tutta la zona.

La cascata grande di Isola del Liri
Dopo la visita e il pranzo ai piedi del colle alla Brunella Arrosteria, proseguiamo verso nord lungo la valle del Liri per raggiungere in circa un ora di viaggio il borgo di Isola del Liri e la sua spettacolare cascata. Questa è stata una delle tappe più sorprendenti del nostro viaggio: un piccolo borgo della provincia di Frosinone famoso per un fenomeno davvero particolare, una cascata che si trova proprio nel centro abitato. Il paese sorge infatti su un'isola naturale formata dalla biforcazione del fiume Liri, che proprio nel cuore del centro storico si divide in due rami. Da una parte le acque scendono con un salto di circa 27 metri, dando vita alla spettacolare Cascata Grande, dall'altra formano la più piccola Cascata del Valcatoio.

La Cascata Grande è sicuramente il simbolo di Isola del Liri e uno dei suoi scorci più fotografati. La si può ammirare da diversi punti del centro storico, con l'acqua che precipita tra le case e la vegetazione prima di proseguire il suo corso verso valle. Il colpo d'occhio è particolarmente suggestivo quando la portata del fiume è maggiore, perché il rumore dell'acqua accompagna la passeggiata tra le vie del borgo. Sopra la cascata si trova il Castello Boncompagni-Viscogliosi, antica fortezza che domina l'abitato e che contribuisce a rendere ancora più scenografico il panorama. Isola del Liri è quindi una di quelle piccole località che sorprendono proprio perché riescono a unire in un unico luogo natura, storia e architettura.

Giorno 6 - Isola di Ponza, l'isola dalle mille sfumature
Tra le destinazioni più affascinanti della Riviera di Ulisse non può mancare Ponza, la più grande delle isole Pontine, che decidiamo di visitare nell'ultimo giorno di permanenza. La si raggiunge da diversi porti della costa, noi abbiamo fatto la traversata da Terracina con un veloce aliscafo che impiega 1 ora e 15 minuti. Appena ci si avvicina dal mare si viene accolti da un paesaggio spettacolare, fatto di alte scogliere, calette nascoste, grotte e un'acqua dalle incredibili tonalità di azzurro. Il piccolo porto, con le sue case colorate disposte a gradoni sulla collina, è uno degli scorci più caratteristici dell'isola e rappresenta il punto di partenza ideale per andare alla scoperta di Ponza.

Ci sono due modi per visitare l'isola e avere una visione d'insieme: un'escursione in barca o noleggiando un motorino. Il giro con la barca permette di esplorarla dal mare ammirando la costa lungo la quale si susseguono grotte e formazioni rocciose dalle forme particolari, mentre piccole baie invitano a fermarsi per un bagno nelle acque trasparenti. Tra i luoghi più conosciuti ci sono Chiaia di Luna, con la sua spettacolare parete di tufo, Cala Feola, le piscine naturali e la zona di Le Forna, più selvaggia e tranquilla rispetto al porto. Un'escursione in barca permette inoltre di raggiungere angoli della costa difficili da vedere dalla terraferma e di scoprire il fascino dell'isola da una prospettiva completamente diversa. Con lo scooter si ammirano invece i panorami dall'alto e si percorrono le piccole stradine che si inerpicano in cima alle scogliere passando dai piccoli borghi fatti di case bianche e colorate. Noi abbiamo scelto lo scooter e in circa 2 ore abbiamo fatto il giro di tutta l'isola.

Ponza non è però soltanto mare. Passeggiando tra le stradine del paese si incontrano piccoli negozi, ristoranti e locali dove assaggiare la cucina locale. È un'isola da vivere senza fretta, anche solo una giornata intera vi permette di visitarla tutta, di passeggiare tra le vie del piccolo centro principale, di noleggiare un motorino o fare un giro in barca e di pranzare in uno dei ristoranti affacciati sulle colorate imbarcazioni dei pescatori ferme in porto. Se state organizzando un viaggio nella Riviera di Ulisse, Ponza merita sicuramente di essere inserita nell'itinerario: anche una breve visita è sufficiente per capire perché quest'isola continua ad affascinare chi arriva fin qui.

Giorno 7 - Giardini di Ninfa
Approfittiamo del viaggio di ritorno per una visita dei Giardini di Ninfa che raggiungiamo in circa un ora da Sperlonga in direzione nord. I giardini nascono sulle rovine dell'antica città medievale di Ninfa, abbandonata progressivamente nel XIV secolo a causa della malaria e delle guerre. Per secoli il luogo rimase quasi completamente abbandonato, fino a quando, all'inizio del Novecento, la famiglia Caetani, proprietaria dell'area, iniziò a recuperare le rovine e a trasformare quello che era un luogo selvaggio in un giardino. Fu soprattutto Lelia Caetani, insieme ai suoi familiari e ai giardinieri che si susseguirono nel tempo, a dare forma al giardino nella sua veste più conosciuta, introducendo piante provenienti da diverse parti del mondo e lasciandole crescere in armonia con le rovine medievali e il corso del fiume Ninfa.

Oggi passeggiare nei Giardini di Ninfa significa attraversare un luogo davvero particolare, dove natura, acqua e storia si fondono: ponticelli in pietra, ruscelli, alberi secolari, fiori e antichi resti medievali si susseguono creando scorci che sembrano usciti da una fiaba. La presenza costante dell'acqua e la vegetazione rigogliosa hanno contribuito alla fama di Ninfa, tanto che il giardino è stato più volte celebrato come uno dei più belli d'Italia. Un luogo da visitare con calma, lasciandosi guidare dai sentieri e dagli scorci che si aprono continuamente tra le rovine dell'antica città. Una passeggiata di circa un'ora e mezza accompagnati da una guida che ha saputo raccontare nel dettaglio la storia di questo paese e gli sviluppi del giardino nel tempo. Una mezza giornata che ha chiuso in bellezza in mezzo alla natura un viaggio ricco di storia, panorami e borghi caratteristici della Riviera di Ulisse.

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