4 passeggiate facili sul Lago d’Iseo e nei dintorni
Nuovo articolo sulla montagna, ma questa volta un po’ diverso dal solito: niente rifugi a 3000 metri d’altezza o trekking estenuanti per raggiungere una cima o un ghiacciaio in quota, di questo vi ho già parlato negli ultimi articoli di questa estate come per esempio 4 trekking da non perdere nel Parco Nazionale dello Stelvio tra cascate, ghiacciai e le vette dell'Ortles. Questa volta ci spostiamo sulle prime alture alle spalle di Bergamo e Brescia nei dintorni del Lago d’Iseo per raccontarvi quattro passeggiate facili adatte a tutti per andare a scoprire valli nascoste, punti panoramici, e piramidi di terra formatesi migliaia di anni fa.

Un itinerario da svolgere in tranquillità in tre giorni utilizzando due basi d’appoggio diverse per la notte per creare un’itinerario circolare attorno al lago d'Iseo. La prima notte pernotteremo all’Hotel Milano Alpen Resort a Castione della Presolana, mentre la seconda notte a Zone sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo all’Hotel Conca Verde. La Presolana è conosciuta come la regina delle Orobie e il suo massiccio spicca già in lontananza con le sue maestose pareti a strapiombo di un colore bianco acceso che contrastano nettamente con il verde intenso delle altre cime e dei pendii più bassi. Zone invece è un borgo adagiato in un tranquillo altopiano sopra il Lago d’Iseo tra i boschi che regalano un clima gradevole anche nelle giornate più calde.
in questo articolo vedremo nel dettaglio queste 4 passeggiate intorno al Lago d'Iseo:
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La Val Vertova, tra cascate, gole e acque cristalline
La prima giornata la dedichiamo ad una valle laterale della Val Seriana famosa per le sue cascate: la Val Vertova, una valle stretta e selvaggia, attraversata dall'omonimo torrente e racchiusa tra il Monte Alben, il Monte Suchello e il Monte Cavlera. La si incontra sulla sinistra una volta raggiunto il piccolo borgo che le dà il nome, Vertova appunto. È un luogo che ha conosciuto negli ultimi tempi un eccessivo aumento del turismo a tal punto da indurre il comune a limitarne l’accesso a un numero massimo di persone per preservarne l’integrità e la bellezza. Per accedere è necessario acquistare un biglietto online, lasciare l’auto nei parcheggi in paese e utilizzare le navette predisposte per arrivare al punto di partenza del sentiero.

Per il primo tratto si cammina su una strada asfaltata fino a raggiungere il vero punto d'accesso alla valle nei pressi del Val Vertova Roset, da qui il sentiero diventa sterrato ed inizia ad insinuarsi sempre più all'interno della valle con pendenze mai impegnative. La particolarità della valle è soprattutto legata alla presenza dell'acqua. Il torrente Vertova, alimentato da numerose sorgenti, nel corso dei secoli ha scavato la roccia creando un ambiente fatto di gole, pareti rocciose, piccoli salti d'acqua, cascate e pozze naturali dalle acque incredibilmente limpide. Il percorso che risale la valle segue proprio il corso del torrente e, passo dopo passo, regala scorci sempre diversi. All'inizio si cammina immersi nella vegetazione, accompagnati dal rumore dell'acqua, ma poco alla volta il paesaggio diventa più roccioso e il sentiero comincia a stringersi tra le pareti della gola.

Le cascate e le marmitte dei giganti
Uno degli aspetti più affascinanti della Val Vertova sono le sue cascate, che si susseguono lungo il corso del torrente. L'acqua scende tra le rocce formando piccoli salti e piscine naturali, spesso caratterizzate da un intenso colore verde-azzurro. In alcuni punti si incontrano le cosiddette marmitte dei giganti, cavità circolari e profonde modellate nella roccia dalla forza dell'acqua e dai detriti trasportati dalla corrente. Sono una delle testimonianze più evidenti dell'incessante lavoro di erosione che ha contribuito a dare alla valle il suo aspetto attuale.

La passeggiata non è quindi la classica camminata nel bosco. Il torrente rimane quasi sempre il protagonista e in diversi punti il sentiero lo attraversa o gli passa molto vicino. Man mano che si procede, il paesaggio diventa ancora più suggestivo: ponticelli, passaggi tra le rocce, piccoli tratti attrezzati e gradini ricavati lungo il percorso permettono di superare i punti più particolari della gola. In alcuni passaggi sembra quasi di camminare direttamente dentro il torrente, con l'acqua che scorre pochi centimetri più in basso. È proprio questa alternanza continua tra bosco, roccia e acqua a rendere la Val Vertova così piacevole da percorrere.

Non ci sono soltanto le cascate da raggiungere, ma un susseguirsi di piccoli angoli da scoprire, con l'acqua che accompagna praticamente tutta la camminata. Il percorso principale è relativamente semplice, il sentiero alterna tratti in salita, mai impegnativa ad alcuni tratti pianeggianti, ma non bisogna dimenticare che ci si trova comunque in un ambiente montano: alcuni tratti possono essere scivolosi e richiedono attenzione, soprattutto in presenza di acqua o dopo la pioggia. Per questo vi consiglio scarpe da trekking e un abbigliamento adeguato.

Per chi vuole proseguire oltre il percorso delle cascate, la valle offre anche itinerari più impegnativi. Il sentiero CAI 527, ad esempio, può continuare verso il Bivacco Testa, mentre altri sentieri salgono verso i monti e i passi circostanti. La Val Vertova è quindi un luogo da vivere lentamente, lasciandosi accompagnare dal rumore dell'acqua e fermandosi di tanto in tanto ad osservare le forme che il torrente ha scavato nella roccia. Una piccola valle dove, in pochi chilometri, la natura riesce a concentrare cascate, gole, piscine naturali e una vegetazione rigogliosa, creando un paesaggio che sembra quasi appartenere a un ambiente molto più selvaggio e lontano.

Percorrere tutto il sentiero dal punto di accesso della valle richiede dalle due alle tre ore in base all'andatura e alle soste per ammirare la bellezza di questa valle. Al termine della passeggiata, vi consiglio una sosta per il pranzo al Val Vertova Roset, dove potrete accomodarvi all'aperto circondati dal verde della nautura e gustare piatti tipici della cucina bergamasca, come i casoncelli o la polenta con la formaggella.
Terminato il pranzo continuiamo il nostro itinerario verso il Passo della Presolana per raggiungere l'Hotel Milano Alpen Resort Meeting&Spa, a Castione della Presolana, base della prima notte di soggiorno.
Dove dormire a Castione della Presolana
L'Hotel Milano Alpen Resort Meeting&Spa è una struttura elegante e confortevole, particolarmente adatta a chi, dopo una giornata trascorsa a camminare tra boschi, cascate e panorami di montagna, vuole concedersi qualche ora di benessere. Il suo punto di forza è infatti l'Alpen Spa, un'area di circa 850 metri quadrati con piscina affacciata sul verde, sauna finlandese, bagno turco, zona relax e trattamenti dedicati al benessere. Anche la parte gastronomica ha un ruolo importante: l'hotel dispone del ristorante Al Caminone e dell'Enoteca Milano, dove la cucina del territorio si incontra con proposte più contemporanee. Insomma, se dopo una giornata sui sentieri della Presolana l'idea di immergersi in una piscina calda guardando le montagne vi sembra una buona conclusione della giornata, l'Hotel Milano Alpen Resort Meeting&Spa può essere una soluzione da prendere in considerazione.
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Arrivando a metà pomeriggio e avendo ancora qualche ora a disposizione prima di cena decidiamo di raggiungere uno dei luoghi più suggestivi della Presolana: il salto degli sposi, uno spettacolare belvedere affacciato sulla Val di Scalve, dove lo sguardo si perde sulle montagne circostanti e sul selvaggio paesaggio della valle sottostante, con il Pizzo Camino che spicca sullo sfondo.
Il Salto degli Sposi, il belvedere sulla Val di Scalve
Il nome del luogo è legato a una storia tragica che risale al 1871. Protagonisti sono Massimiliano Prihoda, un musicista polacco che avrebbe dovuto esibirsi al Teatro alla Scala di Milano, e sua moglie Anna Stereat, pittrice. Prihoda, dopo aver fatto visita ad alcuni parenti che vivevano a Dorga, rimase affascinato dalla bellezza della Presolana e decise di tornare in questi luoghi insieme alla moglie. I due erano soliti passeggiare fino a quello che allora era conosciuto semplicemente come il Belvedere. Gli abitanti del posto, vedendoli spesso insieme, iniziarono a chiamarli affettuosamente “gli sposi”. Secondo la storia tramandata, alla fine di settembre, dopo un violento temporale, la coppia raggiunse nuovamente il belvedere. Anna avrebbe dipinto il ritratto del marito, mentre Massimiliano avrebbe composto una breve melodia dedicata alla moglie. Poco dopo i due si sarebbero gettati nel vuoto abbracciati. Furono ritrovati il giorno seguente ai piedi dello strapiombo.
Da quel tragico episodio il luogo prese il nome di Salto degli Sposi, diventando nel tempo uno dei punti panoramici più conosciuti della Presolana. Una curiosità legata alla vicenda racconta che il dipinto realizzato da Anna sia stato ritrovato molti anni dopo in India, mentre lo spartito composto da Massimiliano sarebbe stato riscoperto nella biblioteca del Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo.

Il sentiero per raggiungere il Salto degli Sposi
Raggiungere il Salto degli Sposi è molto semplice e non richiede una vera e propria escursione. Lasciata l'auto nei pressi del Passo della Presolana, proprio di fronte all'Hotel Alpino, si seguono le indicazioni per il belvedere: il percorso attraversa inizialmente un'ampia zona prativa e, con una breve e piacevole passeggiata in leggera discesa, conduce verso il punto panoramico. Il Salto degli Sposi si trova infatti a pochi minuti a piedi dalla strada del passo. Per chi invece vuole trasformare la visita in una vera escursione, dal Passo della Presolana è possibile proseguire lungo i sentieri che attraversano i boschi del Monte Scanapà e raggiungono Castello Orsetto, seguendo il Sentiero dei Carbonai. Il percorso si sviluppa tra boschi e radure, con alcuni tratti in leggera salita, e permette di immergersi nell'ambiente naturale della Presolana prima di raggiungere altri punti panoramici della zona.

Il Sentiero del Bosco Incantato
Obiettivo della seconda giornata sono invece i panorami che si possono godere dalle pendici del Monte Pora nella zona di Colle Vareno, percorrendo una passeggiata davvero particolare: il Sentiero del Bosco Incantato. Il punto di partenza del sentiero si trova nei pressi del parcheggio di colle Vareno dove troverete anche un'area giochi e un piccolo laghetto tra verdi prati. Qui la montagna si trasforma in una fiaba. Lungo il sentiero, infatti, si incontrano numerose sculture in legno raffiguranti animali, personaggi fantastici, gnomi e creature del bosco. Non sono semplici decorazioni: ognuna è legata alle leggende e alle tradizioni popolari della Valle di Scalve e della Val Camonica, raccontate attraverso appositi pannelli disseminati lungo il percorso.

Le leggende sono state raccolte dal professor Giorgio Gaioni e successivamente interpretate dagli alunni delle scuole della zona, mentre le sculture sono state realizzate dagli operatori della foresta regionale. Il percorso inizia attraversando un tratto di pascolo e, dopo una breve salita iniziale, entra nel bosco. Da qui la passeggiata diventa particolarmente piacevole, con il sentiero che si snoda tra abeti e radure, mentre le sculture compaiono quasi all'improvviso tra gli alberi, rendendo la camminata una sorta di caccia alle creature del bosco. Una delle zone più suggestive è quella dell'area di sosta del Glisuner, dove ci si può fermare tra le sculture e godere di una bella vista sulla Presolana.

Proseguendo lungo il crinale si raggiunge poi la Croce di Vareno, a circa 1.470 metri di quota, uno spettacolare punto panoramico sulla bassa Valle Camonica. Questa croce, ben visibile anche da grandi distanze, è stata issata da giovani valligiani negli anni successivi alla seconda guerra mondiale su iniziativa di Don Bortolo Bendotti infaticabile cultore della montagna varenina, nel punto in cui in passato era presente una vecchia croce in legno. La sua funzione è quella di proteggere i montanari e gli escursionisti che si avventurano su questa montagne.

Da qui il sentiero continua attraverso il bosco e, dopo una breve discesa, conduce verso la zona di Ples, un'altra area attrezzata dove fermarsi e dalla quale si apre un'altra bella visuale sull'abitato di Angolo Terme e sul Lago Moro. Il percorso forma quindi un anello e, attraversando nuovamente il pascolo del Glisuner, torna ad imboccare la strada forestale per rientrare al punto di partenza al Colle Vareno. Qui troverete l'agriturismo Roccolo dove fermarvi per il pranzo a base di piatti di montagna con bella vista sulla valle di Scalve.

Una breve tappa al Santuario di Lantana
Prima di scendere verso il lago d'Iseo per dirigervi verso la seconda tappa di questo itinerario vi consiglio una sosta poco prima di arrivare a Castione della Presolana al Santuario di Lantana, un luogo semplice e raccolto, immerso nel verde e circondato dalle montagne. Il santuario è dedicato alla Madonna di Lantana e la sua origine è legata a un'antica devozione mariana molto sentita nella zona. L'edificio attuale, preceduto da un piccolo sagrato, conserva al suo interno l'immagine della Madonna, oggetto nei secoli della venerazione degli abitanti della Presolana e dei paesi vicini. Più che per le sue dimensioni, il Santuario colpisce per la sua posizione tranquilla e per l'atmosfera che lo circonda. Fermarsi qui significa concedersi una breve pausa in un angolo silenzioso della Presolana, con i prati e i boschi tutt'intorno e le montagne a fare da cornice. Pochi minuti bastano per visitarlo, ma permettono di scoprire un altro frammento della storia e delle tradizioni di questo territorio.

Dove dormire sul Lago d'Iseo: Zone - Hotel Conca Verde
L'Hotel Conca Verde è un hotel dall'atmosfera semplice e tranquilla, ideale quindi per chi cerca una base per esplorare questo angolo di Lombardia immersi nella quiete della montagna. Lo abbiamo scelto proprio perchè molto vicino alla passeggiata delle Piramidi di Zone, che volevamo visitare il giorno dopo. L'hotel dispone di camere con vista sulle montagne, un giardino e una terrazza, oltre al ristorante Antica Valeriana, dove vengono proposte specialità della cucina italiana e pizze. La struttura si trova proprio alla fine del paese in una posizione dove regna il silenzio assoluto. Senza fornire grossi servizi ha tutto il necessario per un soggiorno di qualche notte con un buon rapporto qualità prezzo.

La passeggiata alle Piramidi di Zone
Tra le escursioni che abbiamo inserito nel nostro itinerario nei dintorni del Lago d'Iseo, una delle più curiose è sicuramente quella alle Piramidi di Zone. Si tratta di un fenomeno geologico davvero particolare: alte colonne di terra e roccia, alcune delle quali sormontate da grandi massi, che sembrano quasi delle guglie scolpite dalla mano dell'uomo. Le Piramidi si sono formate nel corso di migliaia di anni grazie all'azione dell'acqua, che ha progressivamente eroso i depositi morenici lasciando in piedi queste caratteristiche colonne, protette in parte dai grandi massi che ne ricoprono la sommità. Il risultato è un paesaggio insolito e quasi fiabesco, che ha portato alla nascita della Riserva Naturale delle Piramidi di Zone.

Il sentiero delle piramidi parte da Cislano, poco sotto Zone, nei pressi della chiesa di San Giorgio e del chiosco Food & Drink da Babi, presso il quale è possibile acquistare i biglietti per la riserva al costo di 2 euro. Il sentiero permette di osservare da vicino queste spettacolari formazioni e di attraversare un ambiente molto piacevole, fatto di boschi, prati e scorci panoramici. La passeggiata si sviluppa lungo un percorso ad anello e, man mano che si procede, le Piramidi compaiono tra la vegetazione in forme e dimensioni differenti. È proprio questo continuo alternarsi di punti di osservazione a rendere interessante la camminata: non c'è un'unica grande attrazione da raggiungere, ma un paesaggio che cambia continuamente davanti agli occhi.

La prima parte del sentiero si sviluppa tra i prati e regala belle viste sul lago d'Iseo in lontananza, per entrare poi nel bosco e iniziare una lunga e ripida discesa per raggiungere le basi delle piramidi. Lungo questa prima parte del percorso si incontrano alcuni punti panoramici dai quali è possibile vedere le piramidi da diversi punti di vista in alcuni casi molto vicine. Una volta giunti alla base si ha invece una visione d'insieme dal basso e da qui si riprende il sentiero in salita che riporta in cima passando per il belvedere posto nel punto in cui si incontra la strada principale che sale dal lago. Da qui con ancora un piccolo sforzo si ritorna al punto di partenza. Nei cartelli il tempo indicato per il giro ad anello è di 50 minuti, io direi che richiede un po' più di tempo sia per la discesa molto ripida e da fare quindi con attenzione sia perchè diverse sono le soste da fare per ammirare queste spettacolari formazioni.

Un weekend alla scoperta dei dintorni del Lago d'Iseo
Il nostro weekend lungo tra le montagne del Lago d'Iseo si è concluso così, con la sensazione di aver scoperto una zona delle Orobie davvero ricca di sorprese. In pochi giorni siamo passati dalle acque cristalline e dalle cascate della Val Vertova ai panorami del Salto degli Sposi, dai boschi del Sentiero del Bosco Incantato fino alle particolari Piramidi di Zone, affacciate sul Lago d'Iseo. È proprio questa varietà che ci ha conquistati: non c'è stato un momento uguale all'altro e ogni escursione ci ha regalato un paesaggio completamente diverso. Tre giorni sono stati abbastanza per farci venire voglia di tornare. Perché da queste parti ci sono ancora sentieri da percorrere, montagne da scoprire e panorami che aspettano soltanto di essere guardati con un po' più di calma. E forse è proprio questo il bello dei nostri viaggi: partire pensando di conoscere una destinazione e tornare a casa con la sensazione di averne appena iniziato a scoprire la storia.
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