Viaggio a Capo Nord: 1.500 km nel nord della Norvegia tra fiordi, renne e paesaggi artici
- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 2 giorni fa
Ci sono viaggi che nascono dal desiderio di visitare un luogo e altri che nascono dalla voglia di raggiungere una meta che, almeno una volta nella vita, si vorrebbe vedere. Il viaggio a Capo Nord appartiene sicuramente alla seconda categoria. Circa 1.500 chilometri, sei giorni di viaggio, cinque notti e una sola direzione: sempre più a nord. Questo è il road trip che vi voglio raccontare in questo articolo che è stato compiuto da mio figlio Alberto attraverso il nord della Norvegia, con partenza e arrivo a Tromsø e un itinerario che ha toccato Alta, Honningsvåg, Skarsvåg e Capo Nord, per poi iniziare il viaggio di ritorno passando da Skjervøy e dalle Alpi di Lyngen.

Sei giorni possono sembrare pochi per una distanza così importante, ma proprio questo rende il viaggio ancora più particolare: il tempo passa velocemente, mentre fuori dal finestrino scorre uno dei paesaggi più spettacolari d'Europa. Fiordi, montagne, piccoli villaggi, tundra e, soprattutto, le immancabili renne che compaiono lungo la strada. L'obiettivo è uno solo: arrivare a Capo Nord. E strada facendo la Norvegia riesce continuamente a sorprendere.
Viaggio a Capo Nord in breve
Giorno 1: Tromsø – notte a Tromsø
Giorno 2: Tromsø → Alta – notte ad Alta
Giorno 6: Tromso e ritorno
Distanza complessiva: circa 1.500 km
Durata: 6 giorni / 5 notti
Partenza e arrivo: Tromsø
Paese più a nord raggiunto: Skarsvåg
Obiettivo del viaggio: Capo Nord
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Giorno 1 – Tromsø
Il viaggio inizia a Tromsø, una delle città più settentrionali del mondo e uno dei principali punti di accesso alla Norvegia artica. Arrivare a Tromso non è semplicissimo, non ci sono voli diretti dall'Italia per cui occorre fare uno scalo in una capitale del nord, tipo Oslo, Stoccolma o Helsinki e poi prendere un volo interno per la destinazione finale. Se poi un giorno prima della partenza ti arriva una mail con la cancellazione del volo (come è successo a mio figlio) tutto diventa ancora più complicato, ma fortunatamente risolto il problema eccomi qui a raccontarvi questo viaggio.
La prima notte si trascorre a Tromsø, pronti per affrontare il giorno successivo una delle tappe più lunghe del viaggio. E' l'occasione anche per iniziare a dare uno sguardo a questa cittadina posta su una delle tante isole che costituiscono questa parte remota della Norvegia.

Cosa vedere a Tromso
Una delle attrazioni principali è la Cattedrale Artica. Nonostante il nome si tratta di una chiesa parrocchiale e non va confusa con la Cattedrale della città. Fu progettata da Jan Inge Hovig e costruita nel 1965 con uno stile moderno, usando soprattutto cemento. La sua forma triangolare e audace si ispira alla natura dell’Artico ed è spesso paragonata all’Opera House di Sydney. Inoltre, all’interno colpisce il grande mosaico in vetro, sul retro, e l'ambiente elegante e sobrio. La Ishavskatedralen ospita anche concerti suggestivi, soprattutto per l’aurora boreale o il sole di mezzanotte.

Vale la pena passeggiare nel centro storico e lungo il porto, tra le caratteristiche case in legno di Storgata e gli edifici colorati che raccontano la storia marittima di Tromsø. Qui si trova anche il Museo Polare, ospitato in un antico edificio sul porto, dove si possono conoscere le grandi spedizioni polari, la vita dei cacciatori e dei trapper e il ruolo che Tromsø ha avuto nella storia delle esplorazioni dell'Artico. Un'altra attrazione particolare è Polaria, un centro dedicato all'ambiente artico dove si possono approfondire la natura e il clima delle regioni polari e osservare da vicino anche le foche barbute. Nel centro spicca anche la cattedrale di Tromso, la chiesa protestante più a nord del mondo, l'unica in Norvegia interamente in legno. Per chi visita Tromsø nella stagione più calda, merita una visita anche il Giardino Botanico Artico-Alpino, considerato il giardino botanico più settentrionale del mondo. Al suo interno si trovano migliaia di specie provenienti dalle regioni artiche e dalle grandi catene montuose del pianeta, con una fioritura particolarmente suggestiva durante l'estate.

Dove dormire a Tromsø
Per visitare Tromsø la soluzione migliore è scegliere un hotel in centro, così da poter raggiungere facilmente a piedi il porto, i ristoranti e le principali attrazioni della città. Una buona scelta è lo Scandic Ishavshotel, situato direttamente sul molo nel cuore di Tromsø. La posizione è uno dei suoi punti di forza: l'hotel si affaccia sul mare e molte delle camere regalano una splendida vista sul porto, sulle montagne e sulla Cattedrale Artica. L'aeroporto si trova a circa 5 chilometri e nelle vicinanze c'è anche la fermata dell'autobus.
È una soluzione particolarmente comoda anche per chi arriva a Tromsø per iniziare un road trip verso Capo Nord, come nel caso di questo viaggio: si può pernottare in centro, godersi la città e partire il mattino seguente con l'auto verso nord. L'hotel dispone inoltre di ristorante, bar, palestra, Wi-Fi gratuito e colazione inclusa.
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Giorno 2 – Tromsø → Alta
Il secondo giorno inizia il vero trasferimento verso il grande nord: la destinazione è Alta, nel Finnmark. Lasciata Tromsø, il paesaggio cambia rapidamente. La città rimane alle spalle e iniziano a dominare montagne, acqua e strade che si insinuano tra i fiordi. È una giornata soprattutto di strada, ma in Norvegia anche gli spostamenti diventano parte del viaggio. Il paesaggio cambia lentamente mentre si procede verso nord: la vegetazione si fa sempre più bassa, le montagne diventano più spoglie e i centri abitati sempre meno frequenti. È proprio questa la sensazione che accompagna tutto il tragitto: più si va verso nord, più il territorio sembra appartenere alla natura. Alta è una delle città più importanti del Finnmark e rappresenta una tappa ideale per spezzare il lungo percorso verso Capo Nord, qui si trascorre la seconda notte.

Situata sulle rive dell'Altafjord, la città è circondata da un paesaggio fatto di montagne, boschi e ampi spazi naturali e rappresenta un interessante punto di incontro tra la vita moderna e l'antica cultura della Norvegia settentrionale. Tra le principali attrazioni di Alta ci sono le incisioni rupestri di Hjemmeluft, una delle testimonianze più importanti della presenza umana nell'Artico. Realizzate migliaia di anni fa, raffigurano animali, figure umane, imbarcazioni e scene di caccia e fanno parte del patrimonio mondiale UNESCO. Per visitarle è stato realizzato un percorso all'aperto che permette di camminare tra le rocce e osservare da vicino queste preziose testimonianze del passato. Nel centro spicca la Cattedrale delle Luci del Nord. Alta è conosciuta anche come “la città dell'aurora boreale”, grazie alla sua posizione favorevole e alla lunga tradizione di osservazione del fenomeno. In inverno diventa infatti una delle destinazioni più interessanti della Norvegia per chi sogna di vedere il cielo illuminarsi di verde e di altri colori.
Arrivati qui si ha ancora una volta la sensazione di essersi allontanati dalla Norvegia più conosciuta e di essere entrati sempre più profondamente nel Grande Nord, dove le distanze diventano enormi, i centri abitati sempre più piccoli e la natura prende progressivamente il sopravvento.

Dove dormire ad Alta
Per la notte ad Alta una soluzione molto comoda è il Thon Hotel Alta, situato nel cuore della città. La posizione permette di raggiungere facilmente a piedi ristoranti, negozi e alcune delle principali attrazioni, rendendolo particolarmente adatto a chi, come in questo viaggio, arriva in auto dopo una lunga giornata di strada e vuole avere tutto a portata di mano. L'hotel offre camere moderne e confortevoli, Wi-Fi gratuito e una ricca colazione a buffet, ideale per fare il pieno di energie prima di ripartire verso nord.
Per un viaggio verso Capo Nord è una scelta pratica soprattutto perché Alta rappresenta una delle tappe principali prima di raggiungere l'estremo nord della Norvegia. Dopo una giornata trascorsa sulla strada, poter lasciare l'auto e muoversi a piedi nel centro della città è sicuramente un vantaggio.
Giorno 3 – Alta → Capo Nord → Honningsvåg
Questa è la giornata più attesa, quella attorno alla quale è stato costruito tutto il viaggio, è il giorno di Capo Nord.
Qui si entra ancora più profondamente nel nord della Norvegia. Da Alta si riparte verso Honningsvåg, attraversando territori sempre più selvaggi. La strada continua a seguire un paesaggio fatto di montagne, fiordi e ampi spazi aperti. E proprio lungo queste strade può capitare di incontrare uno degli abitanti più caratteristici del nord della Norvegia: la renna. Questi placidi animali possono trovarsi ai margini della strada, attraversare lentamente la carreggiata oppure semplicemente passeggiare senza preoccuparsi minimamente del traffico, per cui durante la guida occorre fare molta attenzione e tenere una velocità sempre moderata. Per chi arriva dal sud dell'Europa è un incontro che difficilmente può lasciare indifferenti.
Dopo circa 3 ore di viaggio si arriva finalmente a Honningsvåg, sull'isola di Magerøya, la base perfetta per raggiungere Capo Nord.

Ancora 35 chilometri e il grande obiettivo è raggiunto. Il famoso globo metallico di Nordkapp è uno dei simboli più riconoscibili della Norvegia e rappresenta, nell'immaginario di molti viaggiatori, la fine dell'Europa. Davanti c'è il mare di Barents e intorno soltanto rocce, vento e un paesaggio immenso. Arrivare qui dopo aver percorso centinaia di chilometri rende l'esperienza ancora più particolare. Capo Nord non è semplicemente una destinazione da visitare,
è il punto verso cui si è guidato per giorni,
è il risultato di una lunga strada che attraversa una delle regioni più remote del continente europeo,
ed è probabilmente proprio questo il bello di un viaggio come questo: non è soltanto Capo Nord a rimanere nella memoria, ma tutto quello che si è incontrato per arrivarci.

Dopo la visita a Nordkapp si inverte il senso di marcia e si ritorna a Honningsvåg per la notte
La meta è stata raggiunta, ora comincia il viaggio di ritorno.
Skarsvåg, il paese più a nord del viaggio
Prima di ritornare a Honningsvåg si fa tappa a Skarsvag. A poca distanza da Capo Nord si trova appunto Skarsvåg, piccolo villaggio di pescatori considerato il villaggio più settentrionale del mondo. Ed è proprio qui che il viaggio regala una delle immagini più belle, le renne passeggiano tranquillamente per il paese. Non in un parco, non all'interno di un'attrazione turistica, ma semplicemente tra le case e le strade del villaggio e nel parcheggio dove si lascia l'auto.
È una di quelle scene che sembrano costruite apposta per una fotografia, ma che in realtà fanno semplicemente parte della vita quotidiana di questo angolo remoto della Norvegia.

Honningsvåg, la base per la notte, è una piccola città dall'atmosfera tipicamente artica, costruita intorno a un porto dove la tradizione della pesca continua a essere molto presente. Le case colorate adagiate sulle pendici delle montagne, le barche ormeggiate e il mare che circonda la cittadina creano un paesaggio particolarmente suggestivo. Il centro si visita facilmente a piedi e, passeggiando tra il porto, le strade e le piccole attività del paese, si può assaporare per qualche ora l'atmosfera di questo remoto angolo della Norvegia. Ma la cosa che colpisce di più è probabilmente la sua posizione: guardando le montagne spoglie che circondano il paese e il mare aperto davanti al porto, si ha finalmente la sensazione di essere arrivati davvero all'estremo nord dell'Europa.

Dove dormire a Honningsvåg
Per trascorrere la notte a Honningsvåg, una buona scelta è lo Scandic Bryggen, situato direttamente sul porto, nel centro della cittadina. La posizione è particolarmente suggestiva, con le montagne e le acque dell'Artico che fanno da cornice all'hotel. Le camere sono moderne e confortevoli e la struttura dispone anche di ristorante e colazione, una soluzione pratica per chi arriva dopo una lunga giornata di viaggio.
Dormire a Honningsvåg permette inoltre di vivere, anche solo per qualche ora, l'atmosfera di una piccola comunità affacciata sul mare di Barents, con il porto e le caratteristiche case colorate che contribuiscono a rendere questo luogo uno dei più particolari dell'intero viaggio.
Giorno 4 – Honningsvåg → Skjervøy
Dopo aver raggiunto il punto più settentrionale del viaggio, si comincia lentamente a scendere verso sud. La destinazione è Skjervøy, piccolo centro della Norvegia settentrionale circondato da montagne e mare. Il paesaggio cambia nuovamente, si lasciano progressivamente alle spalle gli ambienti più estremi del Finnmark e tornano a comparire montagne più imponenti e fiordi profondi. Durante il percorso ci si può fermare per qualche breve trekking tra gli alberi alla scoperta di un ambiente diverso da quello visto fino ad ora, con anche qualche bella cascata. Il viaggio continua a essere lungo, ma ormai c'è una sensazione diversa, l'obiettivo è stato raggiunto e adesso ci si può godere maggiormente la strada. La quarta notte viene trascorsa a Skjervøy, prima dell'ultima tappa verso Tromsø.

Skjervøy è un piccolo centro affacciato sul mare nella regione del Troms. Il paese sorge su un'isola e il suo legame con il mare è evidente ancora oggi: il porto e la pesca hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia della comunità e continuano a caratterizzarne l'atmosfera.
Skjervøy è circondata da un paesaggio spettacolare, dove il blu del mare incontra le montagne che emergono tutt'intorno. Dopo i paesaggi più aspri e spogli incontrati nei pressi di Capo Nord, qui la natura torna a mostrare pendii più verdi e montagne imponenti, regalando scorci completamente diversi. La cittadina è anche conosciuta come uno dei luoghi da cui partire per escursioni in mare alla ricerca di balene e orche, soprattutto nei mesi invernali, quando questi animali raggiungono le acque della Norvegia settentrionale. Ma anche senza partecipare a un'escursione, Skjervøy merita una sosta per la sua atmosfera tranquilla e per il paesaggio che la circonda.
Dove dormire a Skjervøy
Per la notte a Skjervøy una buona scelta è il Hotell Maritim Skjervøy, un hotel situato proprio nel cuore del paese, a pochi passi dal porto e dal terminal dove arrivano i battelli e l'Hurtigruten. La posizione è quindi particolarmente comoda per chi sta percorrendo la Norvegia in auto e vuole fermarsi in una struttura centrale senza dover aggiungere altri chilometri al proprio itinerario. L'hotel dispone di camere da una a quattro persone, ristorante, caffè e bar, ed è aperto durante tutto l'anno. La struttura ha un'atmosfera semplice e raccolta, adatta soprattutto a chi cerca un punto di appoggio dopo una lunga giornata trascorsa sulla strada. Nel nostro itinerario rappresenta la penultima tappa del viaggio, prima dell'ultimo tratto verso Tromsø attraverso le spettacolari Alpi di Lyngen. Dormire qui permette quindi di spezzare il lungo ritorno da Capo Nord e di affrontare con calma l'ultima parte del road trip.
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Giorno 5 – Skjervøy → Tromsø attraverso le Alpi di Lyngen
L'ultima giornata porta nuovamente verso Tromsø, ma il viaggio di ritorno regala un ultimo grande spettacolo: Le Alpi di Lyngen.
Questa spettacolare regione montuosa è caratterizzata da alte cime, ghiacciai e fiordi che si intrecciano creando uno dei paesaggi più scenografici della Norvegia settentrionale. Dopo i paesaggi più spogli e quasi lunari incontrati nella regione di Capo Nord, ritrovarsi circondati da montagne imponenti che si riflettono nell'acqua è quasi come assistere a un cambiamento di scenario. E anche in estate queste montagne sono ricolme di neve rendendo il tutto ancora più affascinante.
È l'ultimo grande capitolo del viaggio, che non può terminare a Tromsø senza la salita ad una delle meraviglie della città che si raggiunge con la funicolare.

La salita con la funivia di Tromsø: il panorama dal Fjellheisen
Una delle esperienze da non perdere a Tromsø è la salita con la funivia Fjellheisen, che dal quartiere di Tromsdalen porta fino allo Storsteinen, a circa 421 metri di quota. Già durante la salita il panorama comincia ad allargarsi sotto gli occhi: Tromsø diventa sempre più piccola e il blu del mare si mescola al profilo delle montagne e dei fiordi che circondano la città.
Una volta arrivati in cima, il panorama è davvero spettacolare. Da qui si può ammirare Tromsø dall'alto, con il centro della città raccolto sull'isola di Tromsøya, il ponte che la collega alla terraferma e, sullo sfondo, le montagne che sembrano emergere direttamente dal mare. Nelle giornate limpide la vista si estende per chilometri e permette di comprendere quanto sia particolare la posizione di Tromsø, stretta tra isole, fiordi e montagne. La terrazza panoramica dello Storsteinen è il punto ideale per fermarsi a osservare il paesaggio e scattare qualche fotografia.

In estate, quando il sole rimane a lungo sopra l'orizzonte, la luce rende il panorama ancora più suggestivo; in inverno, invece, la salita può trasformarsi in un'esperienza completamente diversa, soprattutto quando il cielo si accende con i colori dell'aurora boreale.
La salita con il Fjellheisen dura soltanto pochi minuti, ma una volta arrivati in cima viene spontaneo fermarsi più a lungo del previsto. Guardando Tromsø dall'alto, si capisce immediatamente perché questa sia considerata una delle viste più belle della città.
Per chi arriva a Tromsø all'inizio o alla fine di un viaggio verso Capo Nord, è un'esperienza perfetta per iniziare o terminare un viaggio ai confini del mondo.
Questa è così l'ultima notte a Tromsø, dopo l'ultimo pernottamento allo Scandic Ishavshotel la mattina seguente ci attende il volo di rientro in Italia.
1.500 chilometri alla ricerca del grande nord
Alla fine sono circa 1.500 i chilometri percorsi in questo viaggio.
Una distanza importante, soprattutto considerando che tutto il percorso è stato concentrato in soli sei giorni e cinque notti. Ma il dato più interessante non è probabilmente il numero dei chilometri, è tutto quello che si riesce a vedere lungo la strada.
Si parte da una città artica come Tromso, si attraversa il Finnmark, si arriva fino a Capo Nord, si incontrano renne nei piccoli villaggi, si raggiunge Skarsvåg, il punto più settentrionale dell'itinerario, e poi si torna verso sud passando attraverso il magnifico paesaggio delle Alpi di Lyngen. Un viaggio veloce, intenso e sicuramente non banale.
Un vero road trip nel cuore dell'Artico norvegese.

Conclusione: quando la meta è importante quanto la strada
Arrivare a Capo Nord era l'obiettivo.
Ma alla fine, probabilmente, la parte più bella del viaggio è stata proprio quella compresa tra la partenza e l'arrivo. I 1.500 chilometri attraversati raccontano una Norvegia diversa da quella dei grandi centri abitati e delle attrazioni più conosciute. Una Norvegia fatta di strade lunghe e solitarie, piccoli villaggi, montagne che arrivano fino al mare, fiordi e renne che attraversano tranquillamente la carreggiata. E poi c'è quel momento in cui, dopo centinaia di chilometri verso nord, ci si trova finalmente davanti al globo di Capo Nord. A quel punto si capisce che il vero viaggio non era soltanto arrivare alla meta.
Era tutto quello che c'era da vedere lungo la strada.
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